I post del Blog

Luisgallo | Il giovane guerriero

02:42 UTC February 10, 2010 aleao85

Un tempo andare in battaglia era la regola, l’uomo nasce guerriero, cacciatore e combattente, solo recentemente si e’ trasformato in impiegato.

La qualita’ di vita e’ migliorata considerevolmente ma probabilmente stiamo reprimendo fortemente degli istinti naturali che la natura sta assopendo ma non ha ancora cancellato del tutto.

Lo sport ha preso, in molti contesti, il posto della guerra: la competizione fa si che ci si possa sfidare e che alla fine ci siano vincitori e vinti ma grazie al cielo non si deve far più il conto dei morti e feriti e non si lasciano più vedove e orfani in giro dopo una partita di tennis o di pallone.

Salvo rare eccezioni pero’ lo sport, dopo una certa eta’, rimane appannaggio di pochi tenaci che non cedono ai vizi del benessere, alla comodita’ del divano, del buon cibo, per la stragrande maggioranza rimane un passatempo prettamente visivo e da qui nascono fenomeni come il tifo violento o in generale l’esaltazione dell’eroe sportivo.

Ma una cosa ha cambiato tutto: il poker!

Quando nel 2004 Greg “Fossilman” Raymer vinse il main event alle WSOP e probabilmente il cronista grido’ tre volte “campione del mondo” non era un magrissimo Tardelli ad esultare o un bel Cannavaro ad alzare la coppa ma un quarantenne di 150kg accompagnato dalla moglie anch’ella bella paciarotta!

Una persona che non solo non poteva più avere velleita’ sportive agonistiche ma che difficilmente poteva fare più di cinque minuti di corsa aveva appena vinto un titolo mondiale!

Quando al tavolo sentiamo urlare i “come on” o in Italia gli attualissimi “vamos” non e’ autocelebrazione ma e’ quello spirito guerriero sopito da tanto tempo che finalmete riemerge e consente a tutti di sognare di vincere.

Luisgallo | Un compagno di viaggio

20:02 UTC February 3, 2010 aleao85

Ci sono alcune piccole cose che a volte provocano un fastidio immensamente superiore al reale impatto che hanno nella nostra vista, ahime’ e’ brutto constatare che spesso queste avvengono quando un altro essere umano e’ coinvolto.

Mi sto dirigendo a Roma per il doppiaggio di un programma sul poker, non potendo partire la sera prima opto per la levataccia e per quello che gli americani chiamano "red eye", occhio rosso, ovvero un viaggio (normalmente un volo) che atterra la mattina successiva, da qui gli occhi rossi dello sfortunato viaggiatore; nel mio caso trattasi di un treno che di rosso ha anche il nome (Freccia Rossa ndr) che per qualche strano motivo ferma anche a Piacenza.

Non mi aspetto certamente di vederlo arrivare pieno, in fondo sono le 6 del mattino, il treno infatti arriva praticamente deserto o almeno cosi’ appare la carrozza che mi viene assegnata: la numero nove.

Cerco il mio posto, il 31, in mezzo a tutti i posti vuoti, c’e’ solo un signore gia’ a bordo concentrato nel lavoro, lo trovo e mi accodo; si perche’ il treno e’ abbastanza confortevole, incredibilmente meglio di un aereo, dotato anche di presa per il portatile!

Quando ho ormai preparato il mio setup da viaggio fatto appunto da laptop, giornali e riviste varie ecco che arriva un signore affannato che si guarda intorno e si avvicina a me, mi chiede spaesato:"il 33 e’ questo?" Indicando il posto vicino al mio, io terrorizzato dal pensiero di avere un vicino di viaggio in un treno vuoto rimango immobile, non oso alzare gli occhi per vedere la disposizione dei sedili, ci pensa lui, ridacchiando:"eheh, e’ proprio questo!".

Ci saranno non meno di 80 posti liberi!! Proprio a fianco a me dovevano assegnarlo? In queste situazione chiaramente non ci si sposta, non solo sarebbe estremamente maleducato ma tanto nelle successive stazioni il treno si riempira’ e dovremo comunque tornare al posto di prima.
Quindi l’assurdita’ e’ come un evento quale la vicinanza di uno sconosciuto viene accettata o no dal nostro cervello a seconda delle condizioni esterne, se infatti fosse il 15 di agosto e il treno superaffollato dovesse portarci in vacanza accetteremmo anche di stare in piedi accalcati l’uno addosso all’altro pur di arrivare mentre diventiamo insofferenti anche ad una sola persona quando lo spazio e’ tanto.

Nel tavolo da poker succede lo stesso, quando in un torneo si passa da tavoli da 10 giocatori a 9 quei non più di 5cm di spazio extra sono presi dai giocatori come un momento magico! Riuscire a capire chi al tavolo e’ infastidito dai propri vicini e’ importante, questo naturalmente sara’ più propenso a voler cambiare posto e inconsciamente prendera’ rischi maggiori.

Luisgallo | Stranieri o italiani?

01:18 UTC February 1, 2010 aleao85

Torno da un PGP giocato bene per un giorno e mezzo e rovinato con un mano dettata dall’impazienza, per fortuna che in mezzo c’e’ stata una giornata sulla neve quasi irripetibile: sole e piste deserte.

La destinazione scelta e’ stata Cervinia, 25 minuti da Saint Vincent e comprensorio molto bello, una particolarita’: il confine e’ con la svizzera tedesca, Zermatt per la precisione, la cosa mi incuriosisce.

Mi spiego meglio: i posti di confine hanno da sempre suscitato il mio interesse, culture e lingue che si intrecciano, si mischiano ma restano a volte nettamente distinte, l’Alto Adige e’ un esempio molto diverso.

La Val d’Aosta subisce l’influenza francese nei nomi, nel cibo e anche in molti modi di fare…Cervinia no, ci fermiamo in baita e il tizio che ci serve parla con accento tedesco che sembra essere un italiano di Merano…tilt!

Va bene la confusione tra due stati, ma tre sono troppi! Ci troviamo in Italia ma siamo a Plateau Rosa’ appena saliti da Plain Maison e a tavola ci serve Heinz una cotoletta alla Valdostana! Che casino!

Ma come nel poker la bravura sta nell’ottimizzare il nostro gioco a seconda degli avversari che saranno diversi fra loro…peccato che: in cucina avrei preferito un francese, a gestire gli impianti un tedesco e le scritte in Italiano!

Non si puo’ avere tutto e se il più chiuso del tavolo fa raise non andate all in con 44!

Luisgallo | La noia di chi non vince mai

18:49 UTC January 24, 2010 aleao85

Gennaio fiacco, decido di non partecipare all’IPT di Venezia a causa della vicinanza con il PGP, Venezia e’ bella ma non ci giocherei parafrasdando un luogo comune.

Lo stress di entrare nella citta’ dei canali, di prendere il vaporetto o di fare lo sborone con il mototaxi, gli alberghi carissimi sono tutti fattori che si contrappongono alla bellezza dell’atmosfera…ad aver saputo che il torneo si svolgeva nella sede di Mestre del casino’…

In ogni caso nessun rimpianto, anzi la gioia di vedere l’amicone Bonavena trionfare di nuovo, Marcucci piazzarsi molto bene e Giaroni a un passo dal final table mi ha comunque reso felice.

Una cosa molto negativa del poker e sfortunatamente ormai prassi comune e’ quello di gioire delle sconfitte altrui come se venisse in tasca a noi parte del buy-in perso da tal giocatore!

Nel poker e’ impossibile definire chi sia il più′ forte in senso assoluto e le mille sfaccettature del gioco fanno si’ che ognuno trovi una micro nicchia dove e’ il più forte per sentirsi in diritto poi di criticare tutto e tutti.

Chi vince un torneo e’ sempre un donk fortunato, chi viene notato e sponsorizzato e’ solo un raccomandato etc.
Che noia…

Luisgallo | Italian Champions of Poker: Tavolo finale

16:15 UTC January 8, 2010 aleao85

Eccoci al tavolo finale, l’appuntamento e’ per le 13 per girare le scene di ingresso al casino’ su una bellissima Hummer limousine, guarda caso la stessa che avevo noleggiato qualche mese prima per un addio al celibato!

La compagnia a bordo e’ piacevole, infatti oltre ai 7 amici finalisti ci sono anche due simpatiche conigliette a dare colore all’avvenimento…peccato che il viaggio duri 15 metri, giusto il tempo di inscenare l’arrivo trionfale!

Ci accomodiamo al tavolo agli stessi posti del giorno prima quindi mi trovo alla sinistra Pengue e Lepore mentre a destra Tinnirello e Alioto, gli altri: Pagano, Cipollini e Bonavena a meta’ strada…devo dire che difficilmente si poteva trovare un tavolo finale piu’ blasonato con un braccialetto WSOP, un titolo EPT, mille tavoli finali EPT e altri con palmares di tutto rispetto; non nascondo pero’ che, per come stavo giocando, per i read forti che avevo e ovviamente per lo stack accumulato mi sentivo ugualmente il favorito.

Perdiamo velocemente Cipollini ormai molto short, Pengue e poco dopo Alioto, fino a questo punto pero’ mi sono trovato piu’ da spettatore che da protagonista, le carte non mi sorridevano e c’era moltissima action da parte degli altri, mi limitavo a rubare spesso i bui su Lepore e Bonavena che stavano giocando in modo solido.

Dopo poco perdiamo anche Luca Pagano che riceve un bad beat quando ormai short spinge con JJ e trova 88 che pero’ chiude il set, rimaniamo in quattro e la mia strategia inizia a delinearsi meglio, volevo evitare pot grossi con Lepore cercando di incastrarlo in qualche resteal, rubare i bui a Bonavena che difendeva le mani migliori in modo aggressivo ma passava il resto e invece selezionare gli attacchi a Tinnirello che si stava rivelando un giocatore “creativo”.

Neanche il tempo di iniziare che Lepore ci lascia, su un board KK2 si trova costretto a lasciarle tutte a Tinnirello che con KQ e’ molto avanti al KJ del giovane pro online.

A questo punto, da otto giocatori siamo scesi a tre e non ho ancora raccontato una mano! Beh perche’ continuavo a essere abbastanza spettatore al tavolo finale, nessuno degli eliminati era stato per mano mia e non ero stato coinvolto in nessun piatto ma a parte un AQ che ho trovato da piccolo buio il resto e’ stato vuoto totale e visti gli stack degli short non aveva senso aprire con mani troppo deboli per poi trovarsi costretti a chiamare e raddoppiare malamente qualcuno.

La prima vera mano interessante e’ con Bonavena, io sono di piccolo buio e faccio un raise 3x con K4 che lui chiama, il flop viene Q85 rainbow, io punto il flop con una standard continuation bet e lui decide di fare call, incomincio a pensare a cosa possa avere: una buona Q avrebbe probabilmente fatto reraise preflop contro di me e Bonavena non e’ il tipo di giocatore da chiamare con mani spazzaura come Q5 o Q8 o 58, 88 e 55 avrebbero sicuramente fatto reraise, quindi mi trovavo contro, quasi sicuramente, a una mano che aveva in qualche modo colpito il board ma che non era molto forte o contro qualche progetto tipo 67; il turn porta un 3 e un vago progetto di colore a picche che pero’, probabilisticamente, mi impensieriva poco, opto per un check e mi aspetto un check di controllo che invece non avviene: Salvatore decide infatti di puntare circa mezzo piatto, a questo punto sono convinto che la sua mano abbia poco valore e sia piu’ facilmente una coppia piccola (A5, A8 o mani di questo tipo) o un progetto debole, pertano vado per un coraggioso check-raise all in al turn sapendo che avrebbe foldato praticamente tutto, al suo fold giro il mio K4!

Questa mano mi fa superare il milione di chips, ho quindi piu’ della somma degli altri due…il traguardo sembrava vicino e la struttura era ancora perfettamente giocabile.

In questi casi un aiutino dalle carte non farebbe male, il mio gioco superaggressivo infatti funziona soprattutto quando colpisco bene dei flop con mani marginali o quando i miei monster vengono pagati molto perche’ gli avversari pensano sempre ad un bluff…sfortuna vuole che per due ore di gioco a tre non vedessi ne un bel flop ne una monster o qualcosa di simile!

Vedo quindi scendere il mio stack fino a 700,000 dopo aver perso alcuni piatti, soprattutto con Tinnirello che bluffava sui miei bluff!

Ora la situazione mi vedeva raisare su Bonavena che andava all-in con mani decenti e foldava il resto o su Tinnirelo che invece chiamava molto i miei raise da fuori posizione con mani marginali e a volte 3bettava con mani medie, la scelta era quindi di aspettare la mano giusta per chiamare l’all-in di Bonavena e invece aggredire un po’ di piu’ Tinnirello per fargli perdere sicurezza, la cosa pero’ non ha funzionato o meglio ha visto il peggiore dei timing per una scelta: faccio raise da button con 33 decidendo di andare all-in su un reraise di Tinnirello e probabilmente avrei chiamato l’all-in di Bonavena che a quel punto era abbastanza corto, proprio Tinnnirello al fold di Bonavena dice:”MMM…e’ il terzo raise di fila che fai…reraise!”, io annuncio immediatamente l’all-in che pero’, ahime’, viene chiamato altrettanto velocemente con QQ e il gioco finisce.

Saluto tutti e deluso lascio il tavolo.

In tutto il torneo mi sono trovato a giocare per tutte le mie chips solo una volta ed e’ andata male, non rimpiango la mia scelta perche’ lui avrebbe foldato tantissime mani a quel punto, non si sarebbe certamente giocato il torneo con 55,66 o 77 ma probabilmente neanche con 88,99 e TT e avrei evitato molti coin-flip, sfortuna ha voluto che lui fosse con una monster che non poteva passare.

Luisgallo | Italian Champions of Poker – Day 2

01:31 UTC December 30, 2009 aleao85

Inizio il Day 2 con uno stack di poco superiore alla media ma la struttura, molto ben giocabile, mi da la possibilita’ di ampio margine di manovra.

Il tavolo vede Francesco Nguyen alla mia sinistra, giocatore che conosco abbastanza e uso a bluff strani, decido di aspettarlo al varco.
Il resto del tavolo e’ tranquillo.

Il gioco va per il meglio, senza vedere troppe carte riesco ugualmente a mettermi nelle condizioni ideali, attacco chi gioca un poker troppo solido e lascio attaccare chi gioca in modo troppo impavido cosi’ riesco a raddoppiare su Nguyen chiamando con la coppia più bassa un suo bluff al river che penso lo metta in tilt per un po’ e mi faccio pagare in pieno quando faccio fullhouse contro un giocatore convinto che fossi in bluff!

In breve quindi ho circa 180000 chips e mi ritrovo in un tavolo complesso: Alioto, Pagano, Benelli, Cipollini tra gli altri.
Di questi quello che mi infastidiva di più era Benelli per il suo gioco molto simile al mio preflop, anche se postflop lui ha una tendel bluff che io non ho.

Decido di puntare su Alioto per un’azione di 3bet aggressivo e su altri due giocatori per rubare i bui…il tavolo era assolutamente sotto il mio totale controllo!

La situazione si semplifica quando, vicini al tavolo finale Benelli prende un brutto beat contro Alioto e rimane short per uscire poco dopo.

Rimasti in due tavoli alla mia sinistra ora ho Massimo Dicicco, giocatore normalmente molto molto chiuso ma con il difetto di difendere un po’ troppo i bui, dopo un paio di suoi reraise all-in ai miei tentativi di furto finalmente posso chiamare ad un suo push ed ecco che prontamente succede: io A10 e lui KJ, quando l’eliminazione sembra fatta un K al river lo salva!

Poco dopo snap callo un altro suo all-in e il mio 44 regge contro A8…siamo al tavolo finale e sono chip leader!

Ancora un piccolo sforzo da fare: il tavolo finale televisivo sara’ da 8 e noi siamo 9.

Ci sono 3 short al tavolo: Cipollini, Pengue e Della Penna, quest’ultimo fa un raise da bottone e io di SB ho 55, lo metto all-in sapendo che foldera’ tantissime mani che mi battono o con cui sono in coin flip, sfortunatamente gira QQ e sono alla ricerca di un 5 per vincere un piatto che non avrebbe comunque intaccato il mio stack…il 5 chiamato arriva! Della Penna si alza comprensibilmente amareggiato e la giornata si conclude!

In albergo prendo una pastiglia per dormire…dopo la notte insonne precedente avevo bisogno di un buon riposo per nascondere le rughe che altrimenti si sarebbero viste in tv!

Luisgallo | Non smettere di migliorare vuol dire non cambiare!

14:28 UTC November 30, 2009 aleao85

Nulla cambia.

Sono a Milano in occasione di una laurea, rivivo un passato che il tempo non puo’ chiamare recente ma che lo e’ sicuramente nella mia testa.

Guardandomi intorno il passato diventa presente, i ragazzi sono gli stessi dei tempi in cui io giravo per l’ateneo…sosia? No, gli stessi, si proprio loro ma non invecchiati, hanno tutti 24 anni e io? Non c’e’ uno specchio ne ho in tasca un documento quindi anch’io ho 24 anni e vivo l’emozione della laurea di un amico.

Ma cosa sto dicendo? La storia e’ fatto di ricorrenze diceva Vico, l’uomo migliora l’esperienza passata.
Questi 24 enni sono migliori di me? Mediamente si.

Ma io mi sento 24enne come loro e quindi non sono migliori di me ma viviamo in un sistema di parita’.

Concetto confuso? Lo spiego meglio: 5 anni fa chiunque avesse discrete basi di Texas Holdem avrebbe massacrato un tavolo di random, ora non e’ più cosi’, non bastano le basi e fra 5 anni bisognera’ essere molto preparati ma cosa vuol dire che chi vinceva 5 anni fa non vince e non vincera’ più? No se sara’ stato al passo con i tempi, se invece sara’ rimasto al poker di allora verra’ mangiato.

Non e’ l’eta’, non e’ il talento.

Ma allora tutto cambia? Si, ma chi cambia muore.

Luisgallo | Quando non si riesce a sognare

21:53 UTC November 23, 2009 aleao85

Ci sono dei blog che non si vorrebbero mai scrivere, questo e’ uno di quelli.

Passare da fare di un hobby una professione, raccogliere i primi risultati per poi approdare alla tv ed essere conosciuto e’ molto bello e piacevole ma mai quanto sapere che c’e’ qualcuno che tifa per te, e’ una sensazione nuova, sapere che grazie al gioco, alle parole o chissa’ a quali fattori sono riuscito a far appassionare qualcuno.

Tra questi, senza ombra di dubbio, il fan numero 1 e’ un bimbo che, come tutti i casi strani della vita, ovviamente e’ forse l’unico che non puo’ giocare vista l’eta’! Proprio con lui mi sono trovato a rispondere a domande tanto ingenue quanto difficili come:”Ma non ti arrabbi mai quando perdi?” o “Come ci si sente ad essere conosciuti?” in entrambi i casi la risposta non e’ semplice, ci sono volte che mi brucia tutto dentro quando prendo un bad beat e vorrei scagliarmi contro lo sventurato di turno ma il mio ruolo e’ anche quello di ambasciatore del gioco e portatore della statistica che alla fine sistema tutto…piu’ difficile rispondere alla seconda domanda, da un anno a questa parte infatti ho avuto modo di confrontarmi con situazioni a cui non avrei mai pensato e proprio il giorno in cui ho conosciuto questo bimbo e’ stata una di quelle.

Ho sempre guardato con ammirazione gli sportivi che andavano a trovare i bambini, un sorriso non ha prezzo; quando il papa’ di Claudio mi contatto’ e mi disse che suo figlio, seguendo la passione del padre che giocava a Texas Holdem, voleva conoscere Luisgallo, per me e’ stato un onore incredibile, in quel momento potevo fare qualcosa in piu’: far uscire un sorriso!

La vita non e’ uguale per tutti e a volte non sta neanche a noi poter decidere veramente come viverla, siamo pedine e come tali dobbiamo accettare che la distribuzione casuale degli eventi ci possa colpire meglio o peggio di quanto i nostri sogni vorrebbero…i nostri sogni…la cosa piu’ terribile e’ quando non c’e’ tempo per avere sogni…

Abbraccio Christian, il papa’ di Claudio, che per quanto non vorrei mai trovarmi nella sua situazione e’ per me un grande esempio di come un padre deve essere; concludo con le sue parole :”Ora c’e’ angioletto che mi guardera’ ogni volta che andro’ all-in”.

Luisgallo | Il puffo scolorito

20:19 UTC November 20, 2009 aleao85

Quando si fa della matematica una dottrina a volte sfuggono alcune tendenze irrazionali che fanno parte del nostro comportamento abituale.
Come tutti quelli che leggono il mio blog sanno, nel mio modo di concepire un gioco come il Texas Holdem c’e’ ben poco spazio per la fortuna, baso le mie decisioni sul calcolo probabilistico e cerco di ragionare seguendo un processo logico ben preciso ma poi…beh ci sono volte che l’irrazionalita’ ci fa fare cose strane!
Il mio, ormai famoso, puffo arrabbiato ad esempio: un simpatico card protector che ormai e’ associato a me, ma pensate che sia sempre lo stesso? No! Per essere sicuro di non perderlo ne ho comprati 10! Ma fin qui nulla di strano, se non che 9 sono perfettamente identici e uno e’ leggermente più chiaro, indovinate quale cerco di portarmi dietro…esatto, quello più chiaro! Gli ultimi tornei live non sono andati bene? Colpa del naso del puffo che si sta scolorendo!

C’e’ un torneo con due day 1, scelgo sempre il day 1a, lo giustifico dicendo che se esco subito ho il week end libero, ma e’ realmente cosi’?

Ho 3 paia di occhiali da sole che uso per giocare ma quelli che ho usato quest’estate a las vegas dove ho avuto una bad run…beh non amo metterli ancora!

Ma online? No online e’ diverso, gioco talmente tanto che non ho tempo per pensare a queste cose!

Ma allora Luisgallo a volte e’ scaramantico? No! Ma quando si gioca in un anno meta’ dei tornei che si giocano in una mattina online si ha modo di pensarci molto di più, se il nostro AK ha perso contro QQ e dobbiamo far passare un mese per rifarci…allora magari anche un puffo con il naso scolorito puo’ essere la causa!

Luisgallo | Chi comincia bene…a volte finisce presto!

13:51 UTC November 14, 2009 aleao85

Mi piace Sanremo, in generale la Liguria e’ bella e a Novembre quando in Pianura Padana ci sono 5 gradi, la nebbia, la pioggia e il cielo sempre grigio arrivare su un lungo mare in una giornata di sole e poter stare in maglioncino ha un significato unico e indescrivibile.

Sono di buon umore, l’umore e’ importante quando si gioca, l’endorfina che si scatena nel nostro corpo induce positivita’ fattore fondamentale per performare bene in un torneo di poker.

L’IPT per ora mi ha portato bene, due partecipazioni due volte a premio, c’e’ chi dice che “non c’e’ due senza tre”, vediamo quindi cosa succedera’ in questa penultima tappa del 2009.

Mi siedo al tavolo 15, il primo che verra’ rotto e quindi e’ inutile cercare di dare una qualunque immagine di se’, parto con l’idea di giocare solido e avvantaggiarmi dei tanti amatori presenti, terza mano vedo QQ da UTG faccio raise, un call e porto a casa il piatto al flop, iniziamo bene!

Le chips appena vinte le perdo subito dopo con un progetto a colore che non si concretizza ed ecco che ci rompono il tavolo, mi presento al seat 10 del tavolo 12, tutti piu’ o meno sconosciuti e livello terribile con limpatori cronici che con ogni mano “il flop se lo vogliono vedere”, peccato che io di mani non ne veda proprio e mi tocca quindi osservare tanto e giocare poco.

Un paio di raise preflop trovano resistenza quando provo una continuation bet al flop, completando da SB con Q9s su flop Q95 rainbow faccio check per chiamare il bet di un giocatore che sapevo avrebbe pagato con una Q ma che avevo visto tirarsi indietro ad ogni segnale di forza, il turn e’ un 7 e ancora faccio check/call al suo bet, il river e’ un J, questa volta la sua puntata e’ piu’ vigorosa, ovviamente aveva QJ!

La mano successiva chiamo dal bottone con 56s un raise da mid, il flop e’ J24 lui fa un bet e io decido di chiamare in posizione, lui potrebbe aver tentanto una c-bet e quindi mi sarei potuto prendere il piatto in seguito, il turn e’ un T che porta anche 2 quadri in tavola, lui fa check e quindi e’ l’occasione perfetta per sparare una puntata e cosi’ faccio, lui ci pensa e chiama, il river e’ un K e lui fa ancora check, mi da idea di debolezza AK avrebbe puntato, AA , KK e QQ avrebbero puntato anche il turn, l’ipotesi piu’ realistica ora era una coppia media o una mano come QJ, decido quindi che avrebbe veramente foldato tantissimo ad un bet al river ma invece ecco l’inaspettato check/raise al river! Io passo e lui mostra JJ per set al flop! Giocata strana a dir poco.

Al terzo livello ho 16.000 chips e poco da raccontare.

Completo da small blind con 89s e trovo quattro quinti di colore al flop, chiamo una puntata ma il turn non mi aiuta e non ho odds per chiamare una vigorosa bet.

In un pot multiway mi trovo con K8s dal grande buio, il flop porta ancora quattro quinti di colore (fiori), decido di giocarlo aggressivo e punto per primo su un board Q92, ricevo un raise che chiamo, il turn e’ un 4 di cuori e entrambi facciamo check, il river e’ ancora nullo per me e soccombo a AQ del mio avversario.

Scendo a 13.000 chips, ancora ogni raise preflop con mani marginali non viene aiutato dal flop che invece aiuta molto i miei avversari, con AQ provo una c-bet su flop 279 e foldo al raise, lui girera’ 77…

Al quarto livello con 12.000 chips, dopo un limper da UTG faccio 800 con AdQs, mi chiama il bottone e il limper, il flop e’ 348 tutti di diamanti, il limper fa check e io decido di seguirlo, fare un bet qui non mi piaceva, non avrei fatto foldare nulla che mi batteva e un progetto a diamanti inferiore al mio mi avrebbe comunque pagato in seguito, checka anche il button, il turn e’ un 9c, check di UTG e mio e ora il button esce con 1700, cosa puo’ avere? un 9, una coppia medio piccola che non ha puntato al flop, un qualche progetto, il limper passa e tocca a me, sono convinto di poter far foldare tantissimo con un raise a quel punto, un check raise al turn e’ un’azione di immensa forza e comunque giocavo per 14 potenziali outs al river, faccio 4200 ovviamente con l’idea di chiamare il suo all-in (mi rimanevano 5500 alle spalle), non sono andato all-in direttamente per dare ancora maggiore segnale di forza, comunque lui ci pensa e chiama…il river e’ un nullo Jc e al mio check lui gira un set di 4! Incredibilmente giocato male!

Rimando con 20 volte i bui e poco dopo, ancora con AQ vado all -in preflop dopo un raise ma mi scontro con AK e finisce la festa.

Torneo quindi senza spunti, non ho visto carte ne connesso postflop, succede.


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