I post del Blog

Luisgallo | Poker e sangue…

12:34 UTC November 4, 2009

La chiamano influenza A, H1N1, suina e in altri mille modi ma quello che so è che ti tiene in casa una settimana!

Non ricordavo quando fosse stata l'ultima volta che mi toccò stare a letto febbricitante causa appunto malore stagionale! Morale: con la febbre che sfiora i 39, un mal di testa da guinness, raffreddore e tosse amche la permanenza sotto le coperte in una fredda giornata autunnale diventa uno strazio!

L'ultima cosa che poi si vuole fare è accendere il computer e concentrarsi su un tavolo da poker con i suoi rumorini e le immagini piccole, peggio ancora quando le cifre in gioco arrivano ad essere considerevoli! Quindi niente poker per i primi 4 giorni, ho sempre consigliato di non giocare se non si è in condizioni psico-fisiche adatte e questa volta ho predicato bene e mi sono comportato conseguentemente!

Passato il primo giorno di totale smmarrimento trovo la forza per dedicarmi alle serie TV (sì, sono un uomo impegnato!), questo mi porta alla prima perla di saggezza della giornata: mai guardare Dr House quando si è malati! E se la mia influenza in verità nascondesse i sintomi di qualche strano morbo? E se il raffreddore in realtà non fosse una disfuzione congenita alle mucose? Insomma le elucubrazioni più assurde unite all'immedesimazione con il personaggio: improvvisamente mi sentivo in dovere di dire tutto quello che pensavo in modo sgarbato a tutti...in fondo se lui lo fa ed è considerato figo...

Dopo un giorno quindi mi è stato interdetto Dr.House.

Spingo i miei interessi verso altri temi: i vampiri! Una serie molto interessante, nata dal successo dei libri della saga Twilight, è "True Blood" dove i vampiri appunto, con l'invenzione del sangue sintetico, hanno deciso di uscire allo scoperto e provare ad integrarsi con la razza umana. Le serie tv, se fatte bene, sono una specie di droga, i personaggi infatti vengono caratterizzati a tal punto che spesso gli attori stessi non riescono poi a trovare lavoro quando la serie viene interrotta (ad esempio gli attori di Friends), quindi dopo due giorni di vita vampiresca trovavo non solo interessante l'argomento ma molto "reale" tanto da dover andare a cercare su wikipedia l'origine dei vampiri ed accertarmi che non esistessero veramente.

Questa cosa mi ha fatto riflettere su quanto il poker in TV faccia bene ad un giocatore professionista, infatti quando si vedono i vari Negreanu, Hellmuth etc che dichiarano la mano dell'avversario e ci azzeccano (chissà quante volte non ci prendono ma magari non ci sono le telecamere o il regista ha tagliato la scena!) tutti gli amatori si pensano in grado di fare lo stesso e immediatamente individuare l'esatta mano del giocatore rivale...beh pensateci, non tutti vanno su wikipedia a vedere se i vampiri non esistono!

PGP – Segui la diretta video del tavolo finale dalle 17.00

17:09 UTC November 1, 2009

Gli otto finalisti di questa tappa del PGP sono pronti. A partire dalle ore 17 potrete assistere in diretta video alle fasi finali del main event con il commento di Jack Bonora e dei suoi ospiti.

GUARDA LA DIRETTA LIVE!

Luisgallo | La notte degli assi o forse solo il pomeriggio!

13:31 UTC October 23, 2009

L’appuntamento con la Notte degli Assi ormai è un punto fisso della stagione pokeristica italiana, nonostante il modesto buy-in di €330 è una reunion di volti noti e non, il tutto fatto con uno spirito amichevole.

Proprio il modesto buy-in fa si che, anche chi del poker ne fa una professione, per un giorno pensi più a divertirsi che altro; allo stesso tempo però, per chi è abituato a giocare tornei economicamente più impegnativi questa può essere un’arma a doppio taglio.

Lezionidipoker.com aveva organizzato un gruppo di partecipanti, oltre a me e ad altri coach c’erano infatti due ragazzi qualificati tramite un satellite da noi organizzato, questi mentre scrivo sono quelli che paradossalmente stanno dando le soddisfazioni migliori a LDP! Partiamo quindi con ottimi pensieri.

Mi siedo al tavolo e subito noto un fatto di colore, due alla mia sinistra siede Alessandro De Michele, ottimo giocatore sia live che online, ci salutiamo, mi accomodo, arriva la dealer: la sua fidanzata! Mi prometto che non giocherò pot contro di lui!

Si inizia e il tavolo è abbastanza aggressivo tanto che alla quarta mano perdiamo in modo roccambolesco un giocatore che andando all in con un full di Q si schianta contro il poker dell’avversario! Io mi limito a guardare, le mie carte sono infernali e una forte stanchezza dovuta alla mancanza di sonno (ahimè chi è padre di neonato mi capisce) mi frena ogni spirito di aggressività.

Alla fine del primo livello avrò giocato una mano e il mio stack rimane sui 15,000 iniziali, nulla meglio di AJ, inizia il secondo livello, dopo due call di cui uno da UTG io da bottone faccio raise con 66 a 500 (bui 50-100), mi chiamano in due, il flop è Ah7h7s e il primo limper decide di puntare 1300, folda il secondo e io ci penso, non tanto perchè mi interessi giocare la mano, ma per avere informazioni su una giocata così strana, devo capire se ha il 7 o se invece ha un A, la differenza è sostanziale nella valutazione del giocatore, parliamo un pò e lo convinco a mostrare dicendo che io sto foldando AK, lui gira AJ…bene!

Gioco una mano fortunosa nella battaglia dei bui, lo SB, giocatore che sembra competente, fa raise a 400 e io con Kh7h difendo il mio buioi forte di giocare la mano in posizione, il flop è QJ5 rainbow e lui punta 600, penso che lui vada in continuation bet sempre in questa situazione quindi le mie opzioni sono praticamente tutte valide: fold, non ho nulla; call, lui non ha nulla e quindi posso bluffare al turn; raise, lui non ha nulla e posso portare a casa il piatto subito; c’è anche la possibilità che lui qualcosa abbia e quindi il raise potrebbe essere costoso opto quindi per il call, il turn è un Ah portando due cuori in tavola e dando a me quattro quinti di colore e un progetto di scala a incastro, lui fa check, mi rendo conto che ora lui potrebbe non avere assolutamente nulla o anche aver checkato un asso sperando che io continui a puntare, io però per lo stesso ragionamento devo puntare perchè posso far foldare tantissime mani che mi battono, punto circa 1100 e lui chiama, il river è un magico 10 che chiude la scala per me, al suo check punto 2000 e lui chiama con A 10 e ci rimane male.

Questo sarà il picco della giornata: 18000 chips! Ci metto poco a perderne un pò, un’orbita dopo De Michele fa raise da Cut Off a 500 con i bui a 75-150, io da bottone vedo QQ e decido per un reraise a 1500, lui chiama e questo mi fa pensare, lui è un giocatore abbastanza solido ma la mia immagine è di giocatore molto aggressivo questo fa sì che il suo call possa essere stato fatto con un numero di mani maggiori del normale: AQ/AK, JJ e forse AA e KK, non penso tanto altro perchè entrambi avevamo circa 17000 chips in partenza e chiamare un reraise fuori posizione con mani marginali poteva essere pericoloso, il flop è 5d6d9h lui con un check passa a me l’azione, punto 2500, a questo punto lui ci pensa un po’ e poi mette tutte le sue chips nel mezzo! Decisione difficile: ha AA/KK? Ha un set? Ha un progetto a colore con AK? O forse JJ o TT? Contro questo range di mani sono al 45%, vale la pena giocarsi un torneo in un coinflip contro l’unico giocatore forte al tavolo? No! Passo mostrando le due donne e lo vedo sorpreso, mi accorgo che il mio fold non è stato buono, la cosa mi infastidisce.

Ci avviciniamo alla fine del terzo livello, rubo qualche buio e ancora De Michele fa raise, questa volta da UTG, io da mid decido di chiamare con 4d5d, a rivederla non mi piace neanche un po’ come giocata, sono in una brutta posizione rispetto agli altri avversari e il mio call avrebbe sicuramente invitato qualcuno nella mano, fortunatamente giocano solo i due bui, il flop cade Qh7h4s e tutti fanno check, compreso De Michele, penso: “Se nessuno vuole questo pot allora me lo prendo!” infatti mentre i due bui potevano avere qualunque carta, De Michele avrebbe sicuramente puntato una Q o una mano migliore con un possibile flush draw, punto 950, poco più di mezzo piatto, chiama appunto da UTG proprio Alessandro, il turn è un’altra Q e lui fa ancora check, restringo il suo range a una coppia di J o di 10 o a un progetto a colore come Ahxh, decido però di fare check, in fondo forse il mio 4 ha valore a showdown e posso sempre puntare il river a un suo check, invece il river è un 4h! Io chiudo il fullhouse e si chiude anche il progetto a colore, lui punta 1500 e io qui faccio un grave errore, a logica dovevo chiamare, ogni mio raise avrebbe fatto foldare un suo colore e una Q avrebbe invece chiamato o, come nel caso in questione, sarebbe andato all-in e io ormai completamente frustrato ho chiamato sapendo di aver perso.

Molti possono dire: ma avevi fullhouse come fai a passare? Qui in condizioni lucide avrei foldato al suo bet al river invece ho lasciato l’intero stack, complimenti però a lui per aver nascosto la sua Q (aveva Qjs) molto bene.

Uscire malamente da un torneo fa sempre male, che sia il WSOP come un torneino da poco, l’importante è non sfiduciarsi ma capire sempre i propri errori e cercare di non ripeterli.

Luisgallo | L’elefante e il gelato

17:24 UTC October 20, 2009

Tempo fa scrissi un pezzo sul perchè un giocatore di poker bravo continuerà a vincere, alla base del ragionamento c'era una situazione che mi capitò quest'estate dove un ragazzo fece un commento chiaramente senza pensare e non accorgendosi dell'insensatezza della cosa.

Recentemente mi sono capitati altri due fatti che hanno fatto si che spingessi il ragionamento ad un passo successivo, l'altra volta dissi che si vince a poker per l'ignoranza (da wikipedia: L'ignoranza è la condizione dell'ignorante, cioè chi non conosce in modo adeguato un fatto o un oggetto) degli avversari, l'esempio che feci fu del tizio che mi domandò se dopo un infortunio non potessi cercare di giocare a tennis con la sinistra, in questo caso lui non sapeva quanto a livello psicomotorio fosse impossibile la cosa ma volle ugualmente fare un commento sull'argomento (vedi l'avventore che non ha idea di come si gioca a poker ma si siede ai tavoli di un torneo importante).

Questa volta parlerò della stupidità (da wikipedia: generalmente lo stupido è colui che ripete inconsciamente i propri errori, è incapace di correggerli, regolamentarsi) degli avversari e di come approfittarne.

Visto il repentino calo delle temperature avevo l'esigenza di acquistare una maglia per correre adatta alla stagione, ne avrò una ventina ma ogni scusa è buona per un gadget in più, le nuove tecnologie ipertraspiranti e riscaldanti sono un invito che un runner non può non cogliere! Entro in un negozio di sport che so avere una delle mie marche preferite, la commessa inesperta e un pò svogliata cerca di aiutarmi, mi chiede la taglia e si dirige nel retro; torna poco dopo con due maglie a maniche lunghe di dimensioni elefantiache, non esagero quando dico che Greg "Fossilman" Raymer ci avrebbe ballato dentro! Penso che le abbia preso per farmi vedere il modello, le appoggia sul tavoloe non dice nulla, io le osservo e dico:"Carine, io porto la medium però" e lei ribatte:"Queste sono medium!"...alzo la maglia, la mia apertura di braccia ne teneva giusto giusto le spalle e vedo che l'etichetta dice effettivamente medium, mi esce un:"ma non è che l'etichetta è sbagliata?", la ragazza risponde:"Non penso, è l'etichetta! E comunque veste abbastanza largo"" e poi continua con la sorprendente:"La vuoi provare?" al che mi coglie impreparato, la mia faccia è quella di colui che vede un avversario fare check al river con poker d'assi! Nella mia testa gira il pensiero:"Oh demente, non lo vedi che questa è una XXL che potrei vestirmi con una sua manica e che hanno stampato l'etichetta sbagliata?" invece decido per un più diplomatico:"non ha un altro modello?", lei torna nel retro e si ripresenta con un'altra maglia, questa volta di dimensioni a me consone: stessa marca, stessa tipologia, stessa...taglia, semplicemente una vera medium!

Le due maglie di prima erano rimaste sul tavolo e non riesco a non cadere nella tentazione, appoggio la nuova maglia su quella precedente e, senza esagerare, l'intero capo stava nello spazio che va dalla spalla alla zip centrale della fantomatica medium di prima! La commessa, di ghiaccio, dice:"Sono modelli diversi!".

Ieri sera invece entro in gelateria per togliermi un curioso sfizio, facevano 5 gradi all'esterno ma necessitavo un gusto freddo in corpo, ovviamente il negozio è deserto e la ragazza dietro al bancone mi serve celermente, prendo una confezione da asporto molto piccola, circa 300 grammi, scelgo i gusti (prendo sempre i soliti ma non so perchè il momento della decisione ha un qualcosa di complicato) lei riempie la vaschetta, la chiude mi dice il totale e poi fa la seguente domanda:"Desidera altro?", mi guardo intorno, è una gelateria, vendono solo gelato, ho preso la confezione da asporto più piccola tra quelle disponibili quindi non ho ospiti, di cosa potrei avere bisogno? chi è che in gelateria prende più cose? Non è una gastronomia dove uno dice:"Bhe mi dia anche un etto di crudo!", forse si aspettava "Facciamo un'altra vaschetta con un pò di stracciatella!", rispondo con un anonimo:"no grazie, sono a posto così!".

Cosa insegnano questi due aneddoti? Che molte volte le persone agiscono replicando consuetudini abituali senza adattare la logica di pensiero al singolo avvenimento ma generalizzando sempre, quindi quando la generalizzazione è sbagliata nel caso individuale l'effetto è macroscopico.

Come ne traiamo vantaggio giocando? Molto semplicemente: ricordiamoci sempre i concetti di ignoranza e stupidità, spesso girano accoppiati, colui che farà un errore senza sapere che lo sta facendo molto probabilmente lo replicherà!

Luisgallo | Vincere un torneo in un giorno speciale!

13:11 UTC October 16, 2009

Non mi sarei mai perdonato se non avessi bloggato il giorno del mio compleanno, un pò perchè è sempre un giorno speciale un pò per quel vizio recondito di far notare a quelli che si sono dimenticati di farmi gli auguri quanto possa odiarli!

Odio a parte, noto un fenomeno nuovo, l’augurio collettivo sui social network: dopo le mie apparizioni in TV e i successi pokeristici il numero dei miei contatti su Facebook è lievitato fino a toccare quasi 1000 amici, la cosa mi fa piacere, nel limite del possibile rispondo a tutti quelli che mi scrivono, se non lo faccio o non rispondo in chat sono veramente impegnato; questo per dire quanto ugualmentemi renda felice ricevere una quantità infinita di auguri, anche da persone sconosciute.

A metà giornata ne conto già 40! Un tempo dovevo spendere un patrimonio per organizzare una festa e riceverne altrettanti.

Il compleanno è la più strana delle feste: tutti lo festeggiamo ma nessuno riesce a mettersi nei panni del festeggiato! Mi spiego meglio: il proprio compleanno è un giorno unico (tralasciando chi per motivi strani non lo vuole festeggiare) ma non è comune come il Natale dove tutti contemporaneamente proviamo la gioia del festeggiamente, in questo caso la gioia è molto privata anche se spesso si festeggia in gruppo, è un momento dedicato al culmine dell’egoismo: il proprio ristorante preferito, i regali, i desideri, i vizi, ma per chi ci sta accanto è una giornata normale e per quanto noi ci possiamo sforzare di far capire quanto “anormale” sia per noi è impossibile poter condividere equamente la gioia, stessa cosa succederà a parti invertite.

Il compleanno è come il torneo di poker perfetto: si vincono tutti i coinflip, si chiama con mani marginali e si colpisce alla grande il flop, si scoppiano gli AA e quando si bluffa non si viene mai beccati! Una volta all’anno succede a tutti no? Quella sensazione di essere al centro del mondo…almeno una volta in un anno!

Sono passati 20 minuti e il conto è arrivato a 49, grazie a tutti!

A chip and a chair… storia di una bicicletta

16:53 UTC October 9, 2009

Una delle frasi più ricorrenti in un torneo di poker è “a chip and a chair” che letteralmente significa “una fiche e una sedia” ma che più praticamente vuole dire che si è eliminati finchè si perde l’ultimo gettone rimasto e quindi non smettere mai di sperare nel recupero.

Avevo accolto di buon grado gli eco-incentivi statali sull’acquisto delle biciclette, non tanto perchè la mia vena ambientalistica necessitasse di un sollievo morale ma piuttosto perchè avevo il reale bisogno di un mezzo di trasporto più pratico della macchina e utilizzabile nel centro storico di Piacenza, ergo vado in un negozio di biciclette di fiducia e acquisto un mezzo di prestigio, tanto con il 30% di sconto, come si suol dire, avevo le odds per farlo!

La bicicletta in questione, classico modello da uomo, era beige (mi dicono il colore cool del momento tra i velocipedi) con l’aggiunta di eleganti borse di pelle a lato, un doppio cambio di ultima generazione e ovviamente una scocca ultra leggera, il tutto per sfrecciare in una città il cui dislivello più alto è probabilmente la discesa nel garage sotteraneo…ma era la prima bicicletta che acquistavo da quando avevo 12 anni e ricevetti per il mio compleanno una fiammante BMX! Poi ho ereditato la vecchia bicicletta di mio padre ed infine il passaggio al motore sia a due che quattro ruote ha completamente fatto cancellare l’utilità, la maneggevolezza e la semplicità che un veicolo a pedali offe.

I cinquecento metri che separano la mia abitazione dall’ufficio erano diventati piacevoli, tutto ciò che rompe una routine ha sempre un effetto euforico inizialmente, inoltre mi sentivo orgoglioso quando amici o conoscenti si complimentavano per il mio mezzo; insomma nei top 3 acquisti del 2009!

La sveglia del venerdì è sempre diversa dal solito, nonostante la gente pensi che fare il poker-pro sia un lavoro senza orari, non lo è per chi si struttura una vita “normale” da uffcio, chi ha una famiglia infatti deve dedicare spazio e tempi al resto, quindi il week-end è riposo; mi vesto un pò più casual e incomincio a pensare a cosa fare la sera, dopo la colazione quindi scendo le scale del palazzo pronto per inforcare i pedali e terminare la settimana lavorativa, ma ecco la sorpresa: la mia splendida e nuova, compiendo proprio oggi una settimana di vita, bicicletta non c’è più!

Vivo in un palazzo antico, siamo si e no in cinque famiglie e ci conosciamo tutti, la bicicletta era stata parcheggiata insieme alle altre nel cortile interno che è sempre chiuso da un pesante cancello di ferro, inoltre non avevo badato a spese sulla catena, a prova di Arsenio Lupin! La sensazione è quella di quando si chiama l’all-in con AA sapendo che il nostro avversario ha fatto set, non si riesce a foldare e si lascia il tavolo con l’amaro in bocca.

Torno in casa e raccolgo le risate di mia moglie…RIGGED.

Sono veramente amareggiato, il ladro di biciclette è come il ladro di galline, in fondo a quanto potranno rivenderla? Forse a un terzo del suo valore? E chi l’ha rubata quanto prenderà dal ricettatore? Un terzo forse? quindi questo tizio mi ha rubato la biciletta per quanto, 30€? Se mi citofonava gliele davo io!

Inizio la giornata in ufficio come fosse un lunedì, non penso neanche di andare a fare la denuncia, perdere altro tempo vorrebbe dire perdere altro denaro, avete mai conosciuto qualcuno che ha ritrovato la bicicletta rubata? E se sì in che condizioni? Quindi mi affogo in www.lezionidipoker.com per dimenticare, fino alle 11,30 quando squilla il telefono, è mia moglie che mi dice:”Oggi è il tuo giorno fortunato!” , nella mia testa penso a tante cose che, ovviamente, non scrivo!

Invece si riferiva al furto, era stata appena chiamata dalla Polizia Ferroviaria, biciletta ritrovata e ladro in gattabuia!

Potete immaginare la sorpresa nel sentire una notizia del genere, vi ricordate la parabola del figliol prodigo? Ecco a 35 anni ora ne ho veramente capito il significato! Quando si ritrova una cosa persa il valore è incredibile, per restare in ambiente pokeristico: è come quando si va all in con set al flop e chiamati da un progetto a colore, lui chiude colore al turn ma noi fullhouse al river…bellissimo!

Un plauso alla polizia quindi che non solo ha preso il ladro di galline…ehm biciclette, ma guardando l’etichetta ha chiamato il negozio e sono risaliti al proprietario, il tutto facendo sì che la sventurata situazione si risolvesse entro l’ora di pranzo rendendo il venerdì pomeriggio ancora più dolce del normale!

Quindi: ” A chip and a chair!” non buttate le speranze finchè si può!

EPT di Londra. La regola dei tre fattori

17:04 UTC October 5, 2009

L'EPT di Londra, dopo il gran finale di Montecarlo, è probabilmente la tappa più importante del circuito (per noi Italiani c'è chiaramente Sanremo), infatti è l'unica sede ad essere anche un'importante città e capitale, le date così ravvicinate con le WSOPE (da me rinominate WFLOP per la scarsa partecipazione e l'ancor minore interesse dei media) fanno sì che tutti i big sono presenti.

Parto con buone speranze, Londra in fondo è la mia seconda casa, a dirla tutta è ufficialmente sempre la prima, quindi ci tengo a fare bene, mi sento anche particolarmente concentrato; ricordo una frase di un mio ex capo di quando lavoravo nella city dove tutto era in funzione del bonus di fine anno:"Per avere un buon bonus serve una combinazione di tre elementi: tu devi fare bene, il tuo team deve fare bene e l'azienda deve fare bene, qualunque combinazione diversa e sei fregato!" ovviamente non ha usato il termeni "fregato" ma si è espresso in modo ben più colorito! Il poker ha una grande similarità infatti per fare bene in un torneo servono tre elementi: sicurezza, concentrazione e fortuna, quando uno dei tre viene a mancare difficilmente si riesce ad ottenere il risultato.

Alla partenza potevo sicuramente contare sui primi due, il terzo va tutt'ora oltre i miei poteri!

La location per l'EPT passa dal mitico Vic, di cui ho parlato in passato, ad una delle sale conferenze dell'Hilton, più o meno nella stessa zona ovvero Edgware Road la parte araba di Londra dove è obbligatorio mangiare un kebab!

Gioco il day 1a, mia scelta, mi piace giocare sempre il primo giorno di un torneo che tendenzialmente è più soft ed inoltre se vengo eliminato mi godo il rimanente periodo senza troppi stress; quando arrivo tutto è pronto per la partenza, qualche saluto qua e là e via al tavolo dove ho tre facce note: Marcel Luske, noto pro sempre iimpeccabile con giacca e cravatta, un ragazzo svedese molto bravo con cui ho giocato a EPT Sanremo e niente popò di meno che Teddy Sheringham ex Manchester United e ora con velleità di poker pro!

Al tavolo un altro italiano mai sentiti e una serie di volti non noti, avevo posizione sullo svedese e quindi in linea di massima ero contento.

Si inizia con 30,000 chips e i bui 25-50...non male come struttura! Dopo 20 minuti il dealer si accorge che dovevamo giocare a 50-100!!! Peccato!

La prima mano che gioco è con 66, c'è un raise da early, io chiamo da mid e il button raisa a 1100, chiama il primo giocatore e a quel punto ho ancora infinite odds per fare set e chiamo, il board verrà checkato fino al river dove AK e AQ dei miei due avversari non sono buoni con solo carte basse in tavola; si incominciano a vedere i punti deboli degli avversari: Sheringham e un altro giocatore dopo tanta azione checkano al river su board JJ575 ed entrambi mostrano il J...avevano paura di poker di 5!

Perdo un pò contro Luske che dal BB chiama un mio raise, io ho AJ e lui punta su AK9, io chiamo, turn 8 lui punta io chiamo, river 9 lui punta e io chiamo sapendo di splittare contro ogni asso tranne AK...che infatti ha!

Mi rifaccio la mano dopo quando raiso KK e vengo chiamato proprio da Luske da SB, flop 774, questa volta sono io a dare azione dopo il suo check punto e lui chiama, river è un altro 4 che mi piace molto come carta infatti esclude molte possibilità di un set, rimane ovviamente la possibilità che lui abbia un 7 ma decido ugualmente di puntare perchè ogni coppia come 88-99 e superiori mi avrebbero chiamato, lui chiama, al river esce un altro 7 (LOL) quindi le carte recitano: 77447...lui punta e io conscio che difficilmente ha il 7 e se ce l'ha non è il mio torneo vado all in, sperando che lui pensi che io stia giocando le carte in tavola, ci pensa molto e poi passa JJ.

Perdo qualche piccolo piatto non connettendo mai il flop e da 38k scendo lentamente a 30k senza troppe emozioni, siamo al secondo break.

Perdo un pò contro forse il più scarso del tavolo, dopo un raise preflop da CO con 55 e call dello SB vediamo flop 339 sui cui punto più o meno la size del piatto al suo check, lui chiama e il turn è un A su cui lui punta, io passo e mi mostra AQ...nice call al flop!

Unica mano giocata contro lo svedese è parecchio noiosa, io raiso AT da UTG, foldano tutti tranne lui da BB, il flop è KQ5 e io betto e lui check/chiama, il turn è A, entrambi checkiamo, il river è un altro K, lui checka a questo punto non ho veramente idea di cosa lui possa avere, fose potre prendere valore da mani come QJ o QT, decido di checkare e lui gira JT per scala che aspettava il mio bet al river!

mi rifaccio contro il giocatore scarso, raiso da bottone con 35o, lui chiama da BB e il flop viene 258 rainbow, al suo check punto e lui chiama, la mia immagine era di giocatore molto aggressivo quindi lui pensa ad un mio bluff molto spesso, il turn è un magico 5, ora la mia mano è molto nascosta, al suo secondo check punto ancora e lui chiama, il river è un ininfluente T e ancora lui paga il mio bet e vorrei saper disegnare per mostrarvi la sua faccia quando ho girato 35o!

Decido che avendo posizione sullo svedese devo approfittare del fatto che apre molto loose in late position, lo reraiso più volte ma non c'è mai azione, mi riporto a 35k per poi tornare a 27k perdendo con 66 contro lo short Sheringham che gira QQ.

Poi una mano molto strana prima del terzo break: raiso ThJc e vengo chiamato dal Bottone, un ragazzo inglese che aveva accumulato un grosso stack vincendo un paio di mani molto fortunose, dopo un pò d'azione al river ci sono 4 carte di cuori e io faccio check, lui inizia a pensare e gioca con le chips, fino a che la mano non batte il panno verde, quello per me è un check, giro il mio Th e lui dice:"io non ho fatto check!" e vedendo la mia carta punta! Ovviamente può bluffare benissimo sapendo che non lo chiamerei mai! E infatti devo passare, mi arrabbio con il dealer perchè era chiaramente disattento.

A ritorno dalla pausa raddoppio subito contro il ragazzo italiano, su cui, contrariamente a quando riportavano i blogs, dopo aver perso qualche piatto avevo decisamente preso le misure, mi faccio quindi pagare per intero una full house!

Ecco però l'inizio del periodo buio, nell'arco di due orbite subisco colpi da KO, i primi tre contro il ragazzo inglese che per due volte chiama i miei raise con A5, in entrambi i casi io sono davanti con A7 e AJ ma un 5 al river fanno si che il piatto venga spinto a lui; la mano che però mi lascia con l'amaro in bocca viene poco dopo, io ho 35,000 e i bui sono 300-600-50, dal CO faccio 1,600 con AQs, sempre l'inglese questa volta decide di fare reraise a 4500, io da quelle posizioni ero stato molto aggressivo e sicuramente non gli era scappata la mia mano vinta con 35o, quindi penso che lui, con uno stack importante di oltre 60,000 chips, poteva tranquillamente cercare il "resteal" ovvero rubare al ladro!

Ma visto che "non si ruba a casa del ladro" decido di chiamare e sperare che il suo bluff continui, il flop è KcJh3s e lui immediatamente punta 6,500...la puntata è molto rapida, troppo, in fondo io potevo avere una mano molto forte, mi convinco che lui non abbia nulla e chiamo, il turn è un Ac e lui fa check, io decido per il check con la speranza che lui cerchi qualche bluff strano al river, il river è un innocuo 7c, lui checka e quindi so che non ha nulla, penso che puntare sia inutile perchè nell'ipotesi che lui stia facendo slowplay sono nella terra di nessuno e dovrei foldare a un suo raise, giro le carte pensando di vincere un gran bel piatto da quasi 25,000 chips ma lui invece mostra 5c8c per un miracolo colore fatto al river!!!! Avevo letto la mano perfettamente ma un runner runner fortuito mi ha dato un pugno in faccia.

La ma no successiva ecco che da 18,000 scendo a 7,000 perdendo un coinflip contro lo short Luske, il mio AQ non può nulla contro 99.

Uscirò quando da ormai cortissimo vado all in con KQ e trovo AK.

Due dei tre fattori hanno funzionato, come dicevo all'inizio sul terzo non ho controllo!

Si parte per Londra, organizzazione Italiana?

17:03 UTC September 30, 2009

Sono in partenza per Londra, l'EPT infatti inizia venerdì, il primo per me di questa stagione 2009-2010, Kiev non era proponibile mentre Barcellona era troppo vicino alle faticacce dell'IPT di Sanremo; diciamo che sono "carico" se questa parola può avere un senso applicata al poker!

Vivendo meno in inghilterra rispetto a prima ho quasi dimenticato quanto l'efficenza inglese può essere sorprendente: pochi giorni fa infatti decido di preiscrivermi al torneo e mando un'email al Grosvernor "Vic" Victoria Casino, sede dell'evento, prontamente mi rispondono dicendomi di effetturare un versamento alle tali coordinate bancarie, era circa mezzogiorno, chiamo la mia banca di Londra e impartisco le direttive per il transfer e mi rimetto a fare altro, verso le 16,30 ricevo un'email dal Vic che mi conferma l'arrivo del denaro...un attimo, sono passate quattro ore!!! Hanno mandato un fattorino con il contante? A questo punto mi viene chiesto che giorno voglio giocare e rispondo che preferirei il day 1a, dopo meno di un minuto ricevo la conferma con in più tavolo asseganto e posto! (per la cronaca tavolo 11 seat 1)! Questo a una settimana dall'inizio, fenomenale!

Vediamo la stessa situazione ad un tipico torneo italiano (e non me ne abbiano tutti gli amici organizzatori, si scherza!): cerco il sito dell'evento ed ecco la prima sorpresa, un tizio ha pensato di fare soldi facili e ha registrato il dominio e messo il sito in vendita! Chiamo il casinò, alle 12 nessuno risponde, chiamo alle 14 e una signorina svogliata mi dice che non ne sa nulla, ora qui le possibilità si dividono, se sono un frequentatore di forum chiedo in giro e prima o poi vengo in contatto con qualcuno dell'organizzazione, se sono un appassionato alla sua prima esperienza prendo la macchina e vado alla "sperindio" il giorno del torneo.

Dopo aver contattato l'organizzazione riesco ad avere le coordinate bancarie per il bonifico, vado in banca e mi dicono che non sanno se i soldi arriveranno in tempo (una settimana prima), capisco che nel mondo di messenger, skype, twitter, facebook, la trasmissione di un numero da un conto ad un altro richieda ancora tanto tempo, ma quando c'erano le diligenze porta valore nel far west in una settimana 250km li facevano tre volte!

L'organizzazione mi dice che devo portare copia della distinta di pagamento della banca, ma come?

Arrivo il giorno dell'evento e scopro che la coda è la stessa per chi ha fatto il pagamento anticipato rispetto a quelli che pagano il giorno stesso, unica differenza io ho già fatto la coda in banca e ho pagato le commissioni del bonifico!

Mi danno finalmente la ricevuta che però non ha l'assegnazione del posto, quella avviene tramite sorteggione infilando la mano in una teca di vetro dove ci sono tutti i seat, mi chiedo: ma se uno passa la ricevuta ad un amico dopo aver preso posto? Vabbè non mettiamo strane idee in testa agli Italiani!

Carino invece che in Inghilterra tutto e tutti devono avere un soprannome o nickname, anche un casinò, da noi inevce tutto è molto più pomposo: Casinò Municipale, nomi nobiliari, francesizzanti, insomma un approccio distaccato, a Londra dici "vado al Vic!", easy!

Ma alla fine l'Italia è sempre l'Italia, facciamo l'EPT a Sanremo e gli spariamo 1300 iscritti, lasciamo perdere che il casinò ne può contenere un quarto, noi ci arrangiamo sempre, questo nell'organizzazione inglese non è previsto!

Luisgallo | Venezia è bella ma non ci blufferei!

10:24 UTC September 21, 2009

E' passato un anno dall'apertura del poker online in Italia ed ecco che il Poker Gran Prix di Venezia, avvenimento multi mediatico, ne approfitta per festeggiare, discutere e soprattutto giocare!

Un main event da 1.100€ per lo più composto da qualificati online attira un grande numero di curiosi, quando arrivo (rigorosamente in moto taxi) sulla passerella di Ca Vendramin infatti sembra che i locali stiano per scoppiare: Giulio Astarita, di Gioco Digitale organizzatore dell'evento, mi dice che siamo ai limiti ma che, fortunatamente, mi ha riservato un posto VIP e faccio la coda rapida...forse Phil Ivey non avrebbe fatto neanche quella!

Con un pò di ritardo ci sediamo ai tavoli, noto Simone Rossi a due posti alla mia sinistra e tutti gli altri sconosciuti, il ragazzo alla mia diretta sinistra si rivelerà poi essere Stefano Romano, stupidste online, ottimo giocatore.

Si parte con 15.000 chips a bui 25-50, il livello medio è molto basso, il gioco passivo è caratterizzato da tantissimi call preflop disposti a chiamare dei raise da fuori posizioni con mani molto marginali (l'importante è che siano suited!)! Cerco di farmi un'idea su chi posso puntare per accumulare chips ma poi mi rendo conto che, tolti i due alla mia sinistra, tutto il tavolo è una grande opportunità!

L'idea quindi è quella di isolare con dei raise in posizione questi giocatori passivi e sfruttare quindi il postflop: primi tre tentativi tre buchi nell'acqua, trovo infatti enorme resistenza e devo lasciare la mano; il tavolo ha una particolarità: un riflesso di sole esattamente dove il dealer gira il flop, questa cosa, nonostante i miei occhiali superscuri, mi costa un errore fantozziano, su board AKTJ8 infatti foldo 97 (scala) quando Simone Rossi mi mostra il set di 10...l'8 finale mi sembrava un 9! Fortunatamente il piatto era molto piccolo.

Tante mani giocate ma poco portato a casa, ho avuto tante coppiette giocare per fare set ma, come direbbe il mio amico Jason84, "mai una gioia!" e scendo a circa 10.000 chips fino a che da CO con i bui 75-150 faccio 450 con 75s, il bottone (giocatore competente) decide di fare re-raise a 1050, il Big blind chiama e quindi mi trovo a poter giocare un piatto da oltre 3.000 chips dovendone aggiungere 600, 57 è una mano che si presta molto bene a queste situazioni e chiamo: il flop è molto bello J 4 6 rainbow, pesco un progetto bilaterale a scala, tutti fanno check, io avrei potuto fare un bet ma non avevo idea della forza della mano del button e ad un suo raise mi sarei trovato committed, avrei sicuramente optato per un check-raise all in ad un suo bet, il turn è un pessimo A ma sorprendentemente è un altro giro di check, il river porta l'8 che mi fa chiudere la scala, il grande buio fa check e a questo punto butto tre chips da mille con poche speranze di essere pagato, il button passa ma ecco che il grande buio ci pensa e poi chiama! Non mostra le sue carte che finiscono direttamente nel muck. Torno a 16.000.

Poco dopo pesco JJ da UTG e faccio 450, lo stesso giocatore che mi ha chiamato decide di fare 1200, viene chiamato dal button, entrambi hanno circa le mie stesse chips, opto per un un call con l'idea di giocare la mia mano in modo molto attento, quasi come fosse una coppia piccola, il reraise di un giocatore sconosciuto spesso significa coppie dal 10 10 in su e AQ/AK, il flop è basso 976 io, primo a parlare, opto per un check con l'intenzione di continuare la mano in modo aggressivo se avessi percepito debolezza, invece:"All in!" grida il giocatore da mid position mettendo circa 12,000 chips nel mezzo, "Call!" grida il button! Decisione tanto semplice quanto rapida per me che foldo mostrando i miei due jack! Il giocatore da mid goffamente mostra AK che non ha chances contro il set di 6 del suo avversario!

Inizia il livello 4 e trovo ancora JJ da UTG+1, faccio 800 dopo il call dell'anziano signore da UTG, un giocatore che ha appena preso il posto dell'eliminato mi chiama, il signore si aggrega al piatto aggiungendo le 600 chips mancanti: flop 7s 7h 10h , al check di UTG decido di puntare in modo vigoroso e metto 2100 chips nel piatto che ne conteneva 2700 sapendo che tutti i 10 mi avrebbero seguito e probabilmente anche molte coppie più piccole, soprattutto non volevo dare odds ai progetti di colore o scala, se qualcuno avesse pescato un 7...pazienza! Mi chiama il giocatore da mid mentre UTG passa, il turn è un Ac, a quel punto io faccio check sapendo che l'asso era sicuramente nel suo range, lui segue con un altro check, il river è una Qh che non solo porta una seconda carta più alta ma completa il progetto a colore, decido quindi per un check e quando vedo il suo check penso che i miei due fanti siano buoni ma incredibilmente questo giocatore gira Ah9h per nut flush!!! Misteri della vita sul perchè abbia chiamato 2100 al flop per poi non puntare l'asso ne il colore in seguito...ma in fondo ha chiamato con A9s da mid...

Torno a 10.000 chips, vedo QQ e faccio reraise dopo l'apertura di un giocatore chiuso, mi aspetto almeno un call ma nulla, torno a 11.000 quando foldano a me che dal CO faccio 700 con 76s dopo un call di un signore da early position, mi chiama da grande buio lo stesso giocatore del flush di prima mentre passa il signore del call, il flop è A K 4 e al suo check decido di non andare in continuation bet proprio perché un giocatore di quel tipo dava l'idea di innamorarsi di ogni Asso suited, il turn è un altro K, ottima carta perchè ad un suo check potevo ora cercare di prendere il piatto, punto 900 e lui ci pensa un pochino e decide di fare un raise a 1900! Azione inattesa, il primo pensiero è proprio al K e quando ormai avevo deciso di buttare la mano ecco il mio grave errore: inizio a pensare ad un livello non adatto all'avversario, infatti penso:"Ma se lui avesse un asso debole e sa che io posso puntare senza nulla non cercherebbe di vincere il piatto in questo modo?" Quindi senza troppe esitazioni metto sul tavolo le mie restanti 8000 chips in segno di grande forza e lui incomincia a pensare, dopo un pò sono convinto che lui passi e che la mia decisione è stata corretta ma ecco che arriva il call...non avendo possibilità di vincere butto la mia mano e mi alzo ma rimango a bocca aperta quando vedo che lui gira K4s! Aveva full house e ci ha pensato 5 minuti, quasi passando per paura che io avessi AK! L'errore mio è stato doppio: pensare ad un livello superiore a quello del mio avversario e non accorgermi che se un giocatore è innamorato degli assi suited molto probabilmente lo sarà anche dei re suited!

Terzo appuntamento a Venezia del 2009 e terzo flop!

Luisgallo | A volte è difficile spiegare…

15:32 UTC September 14, 2009

Qualche giorno fa mi trovavo ospite ad un matrimonio di una cara amica, situazione ideale per poter rivedere, tutti insieme, gli amici di sempre e quelli che per vari motivi hanno preso strade diverse e frequentano meno le vecchie compagnie (gruppo di cui facevo parte fino a pochi mesi fa).
Proprio con alcune di queste persone a volte, quelle che sono normali frasi di circostanza nel mio caso diventano vere e proprie esplosioni di sorpresa.
Immaginatevi infatti l’amico che non vedete da un paio di anni, che vi ricorda come il banchiere della city che, in modo puramente retorico, vi chiede:”Sempre a Londra vero? Sempre a far carriera?” come può reagire ad una risposta tipo:”Ma no, ho cambiato, ora faccio il giocatore professionista di poker” o “Ma no sai, presento un reality sul poker su Sky Sport”…banalità e retorica lasciano velocemente lo spazio a imbarazzo, sorpresa e incomprensione.
E’ quasi scontato, tra i giocatori di poker, pensare che tutti conoscano il fenomeno del Texas Holdem, invece il mondo degli (concedetemi il termine) “ignoranti” è immenso e anche i tanti incuriositi non hanno la vaga idea del fatto che si possa fare di un gioco una professione.
La cosa divertente è vedere dove immediatamente il discorso tende a parare: “Ma quindi anche tu ti metti gli occhialoni da sole?”, sì perchè quando si descrive un giocatore di poker la prima cosa che viene in mente sono gli occhiali da sole, non solo, per un inspiegabile motivo spesso utilizzati con l’accrescitivo “occhialoni”…bah, come se quelli di moda ultimamente in testa a molte donne fossero piccoli…
“Si…ma quella è la parte colorata del gioco, c’è tanta matematica e tanto studio alle spalle” spiego io, “Ah matematica? Allora proprio non fa per me!” come a dire: ho trovato il modo elegante per far capire che non approvo.
La prima associazione è quella del giocatore di poker = giocatore d’azzardo, leggo immediatamente negli occhi dell’interlocutore il pensiero “Questo dilapiderà il patrimonio di famiglia, poveretti i suoi figli” e quindi ancora a giustificarsi: “molti non sanno ma il Texas Holdem è un gioco di abilità, io non gioco mai d’azzardo”, la risposta:”Ah davvero? Non l’avrei mai detto!” che significa: ma a chi vuoi darla a bere?
Provo quindi a buttarla sul discorso televisione.”Sai, ho fatto alcuni programmi in TV, ho presentato bwin Poker Island, il primo reality sul poker”…boom! Basta la parola reality che la reazione è: mio dio! Un altro che ci prova, chi pensa di essere Taricone? Questo viene mascherato dalle parole:”Ma che bello! Quando lo danno? Ti guardo di sicuro!” che vuol dire: non guardo i reality, figuriamoci uno presentato da un degenerato scommettitore rovina-famiglie”.
Il carosello di ambiguità e ipocrisia mista a morbosa curiosità continua, in fondo poter dire di conoscere qualcuno della TV fa sempre figo, che importa se non l’abbiamo visto, se vende materassi o presenta il programma sul poker!
La fine è sempre la stessa:”Certo che hai fatto proprio bene, con la crisi finanziaria che c’è ora lavorare per una banca è un rischio!” che tradotto significa:”Tu sei un pazzo! Hai lasciato una professione sicura per buttare tutto nell’azzardo!”.

Ovviamente non vedranno mai i miei grafici, le mie vittorie, le soddisfazioni e la sicurezza economica che do alla mia famiglia…se fossi tornato in Italia per un posto da cassiere alla banca locale sarebbe stato tutto molto diverso!


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