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Luisgallo | Tutto e’ male cio’ che finisce male

11:17 UTC June 30, 2009

Siamo alla fine della mia avventura alle WSOP 2009, il bilancio si chiude ahime' in rosso nonostante qualche ottima sessione di SNG abbia limitato la cifra a un simbolico meno pressoche' insignificante.

Quello che pero' ho subito, come raccontato negli episodi precedenti, e' una lunga serie di colpi sfortunati che dal vivo sono molto piu' difficili da digerire che online, infatti dopo aver giocato ore e vedersi scoppiare due K fa male, se poi succede con una frequenza inusuale il nostro cervello incomincia a mettere in circolo dubbi che non dovremmo avere.

Voglio pero' raccontare alcuni degli avvenimenti che hanno caratterizzato gli ultimi due giorni a Las Vegas, a cominciare proprio dal penultimo giorno, quando dopo aver racimolato qualche soldo al Rio, tornato al Caesars avevo deciso di giocare il torneo delle 7 da 220$, scendo nella poker room con un buon anticipo e decido quindi di sedermi ad un tavolo cash da 2/5, il gentile addetto mi porta al tavolo, mi fa accomodare e io gli consegno cinque banconote verdi da 100$, lui annuncia al dealer che io gioco per 500$; mi trovo subito sul BB senza chips davanti (situazione abbastanza poco confortevole!), foldano tutti fino allo SB che decide per un raise a 20$, io guardo le mie carte e vedo due bellissme Q! Dai che e' la volta buona! Annuncio un re-raise a 60$, lui (un russo di circa 30 anni, brutto come il cofano di una macchina degli anni 70), dopo averci pensato un attimo dichiara "all-in"...perbacco!! Se avesse avuto AA o KK non sarebbe di certo andato all-in per 450$, quindi insta-chiamo! Ovviamente il turn porta un A e lui gira AQ...nel frattempo ritorna l'inserviente con le chips, anche lui colto di sorpresa dal doverle consegnare direttamente tutte al tizio in questione, gli scappa anche una risata, io mi alzo e me ne vado.

La serata prende una leggera nota positiva quando decidiamo, insieme a RickRinaldi e ad altri 3 amici di andare a cena da David Burke al Venetian, ristorante tanto eccezionale quanto caro, al termine della cena qualcuno propone la credit card roulette, ovvero si estrae una carta d credito fra quelle dei commensali e il poveretto si accolla tutto il conto, al primo tentativo RickRinaldi esce come prescelto, ma lui si lamenta di un'irregolarita' nell'estrazione, a malincuore quindi rifacciamo il giro e visto che la credit card roulette e' piu' giusta del poker ecco risorteggiare il buon Rinaldi che questa volta zitto zitto si trova a saldare il conto salatissimo!

Contento della cena gratis torno in albergo giusto per iniziare il torneo delle 11 di sera, il buy-in e' di 125$ per circa 120 partecipanti, normalmente livello molto basso ma in fondo e' il mio ultimo avvenimento a Las Vegas e avendo l'aereo alle 7 era una buona scusa per stare svegli; raddoppio velocemente prima con AK vs AQ e poi (proprio l'ultimo giorno) ecco che i miei AA si scontrano, vincendo, con KK! Sono chip leader!!! Il torneo si muove velocemente e verso le 4 siamo a 2 tavoli dalla fine, verra' premiato solo il tavolo finale.

Sfortunatamnte trovo un giocatore bravo ed aggressivo al mio tavolo che mi costa qualche chips avendo lui posizione su di me e poi perdo con 77 vs A2 quando A colpisce al river quando il giocatore si era gia' alzato! A questo punto siamo rimasti in 11, il mio stack e' ancora decente, circa 40,000 chips quando la media e' 30,000, i bui sono 1500-3000-300 e vedo JJ da mid position, faccio un raise di 8000 e mi chiama un messicano pazzo da BB con cui era tutta sera che cercavo di giocare una mano, avendo lui uno stack enorme accumulato con giocate tendenti al ridicolo, il flop e' A 7 6 rainbow il mio check segue il suo, il turn e' un 2 e a questo punto, al suo check io vado direttamente all-in sapendo che questa cosa lo avrebbe incuriosito: lui mi fissa, ci pensa, ci ripensa, cerca di capire cosa posso avere e poi finalmente dichiara il call! Io giro prontamente i miei due cavalieri e lui rimane visibilmente colpito per la bruttissima figura appena fatta, infatti il suo 75o e' anni luce indietro! Ma la vacanza doveva terminare come era iniziata e il river ha visto bene di essere un 5! GG Luisgallo, bolla alle 5,15 del mattino!

Mestamente prendo le valigie, mi avvio all'aereoporto, guardo le AA della compagnia aerea, vomito, e dormo fino a New York dove ho la coincidenza per Milano.

Dovete sapere che in USA molte delle medicine che da noi non verrebbero vendute neanche se fosse il medico stesso ad accompagnarci in farmacia, sono liberamente disponibili agli scaffali, cosi' prima di partire ho comprato un flacone di sonniferi per dormire nella seconda parte del viaggio quando in Italia era notte e quindi allineare il fuso.

Salgo sull'aereo a New York, salendo rivedo le AA, ovviamente vomito ancora, mi metto al mio posto 20A con la fortuna di non avere nessuno al 20B, ingoio due pillole e attendo che facciano effetto...ricordo poi un gran frastuono e gli occhi che mi si aprono e vedo tutti i passeggeri scendere! Penso "Siamo gia' a Milano?!?!?!" Fantastico!!! Sono visibilmente stordito, guardo l'ora e vedo che erano ancora le 17,30 quindi era passata circa 1h...cosa stava succedendo? Io ancora sotto le coperte chiedo a un passante (uno degli ultimi a dire il vero, l'aereo era praticamente vuoto) perche' tutti stavano scendendo e lui mi risponde che un guasto all'aereomobile ha costretto AA (sapete gia' la mia reazione) a doverci spostare su un altro mezzo.

Io sono confuso, il sonnifero e' nel suo pieno effetto, prendo le mie borse e scendo, non posso fermarmi, se mi siedo mi addormento con la stessa velocita' con cui chiamerei un all-in con AA! In poco tempo ci informano che il nostro nuovo aereo sarebbe atterrato alle 21 per ripartire con noi a bordo alle 22.20!! 5 ore!!!!! Lo sconforto mi assale! Ho zaino con il laptop e svariate migliaia di $ dentro, una borsa con tutti i regali per la famiglia (se una moglie ti lascia andare 10 giorni a Las Vegas non puoi tornare con una maglietta...) e il sonno che rideva di me!

Mi faccio forza, mi trascino nella lounge e mi metto in un angolino con zaino e borse incastrate ai miei piedi, faccio cosi' passare le 5 ore tra micro sonni e stati di dormiveglia.

Ovviamente saliro' sull'aereo con l'effetto della medicina completamente svanito e nessuna possibilita' di chiudere occhio...

Luisgallo | Las Vegas sotto tono, i cowboys non dominano.

17:52 UTC June 19, 2009

I primi due giorni a Las Vegas sono partiti un po' sotto tono, ho giocato qualche torneo della serie "Mega Stack" al Caesars senza pero' spunti interessanti, fondamentalmente non ho visto carte, stessa cosa al cash dove pero' sono riuscito a non perdere.

Penso che tanto prima o poi le carte arriveranno e cosi' mi preparo psicologicamente per il primo avvenimento al WSOP: il 2000$ NLH.

Circa 1800 iscritti al via a mezzogiorno in punto con 6000 chips, al mio tavolo nessuno conosciuto e inizialmente il livello e' mediocre, decido per un gioco solido in attesa di avere qualche read in piu' sugli avversari.

Vinco una serie di piccoli pot senza mai fare showdown e mi porto a 7000 quando finalmente ecco l'agognato AA! Era veramente da tantissimo che nn vedevo le due A dal vivo, anche all'ultimo torneo a Campione mi arrivarono una vola sola il primo giorno e vinsi i bui! Questa volta sono sul BB e decido di fare call ad un raise del bottone, un reraise qui, con i bui 25/50, dava segno di troppa forza, il flop e' 662 con due cuori, io checko sapendo che lui andra' in cbet al 99[[%]], fa 225 e io prontamente 750, lui ci pensa poco e chiama, al turn un 9 mi fa puntare 900, mi rendo conto che ora la mia mano sembra un tris di 6 ma cosa ci posso fare? Lui passa.

Supero le 8000 chips per poi perderne un pochino in due mani contro l'unico donk del tavolo che continuava a limpare e chiamare i raise fuori posizioni con mani marginali e colpire sempre al flop, lascio prima 1000 chips con AJ contro il suo KT e poi altre 800 con 99 contro A8s.

Dopo il primo break ho ancora le chips iniziali ma si inizia alla grande: ho 77 da UTG, siamo a 75-150 e faccio 450, UTG+1 mi chiama e mi chiama il bottone, il flop e' 5 7 T rainbow BINGO! IO checko e UTG+1 punta 700, io chiamo, al turn esce una Q e io punto 1200, lui mi fa raise e io vado all in, lui chiama con AA e mi raddoppia! Salgo a circa 13000!

Con i bui 100/200 riesco a farmi pagare bene AQs da un A inferiore quando A cade a flop, arrivo a 17000 e sono ben oltre average che a quel punto sara' stata attorno a 9000.

Al quintiolivello i bui sono 100/200/25, prima mano mi trovo con 99 da UTG+1 e il mio raise vince i bui, la mano successiva da UTG giro KK! Da quando sono a Vegas i due re non si erano ancora fatti vivi, vado per un raise standard a 600 e questa volta ho due call, il flop e' noioso: 856 con due picche, io punto 1500 su 2000 del piatto e mi chiama il bottone, un lag con cui avevo giocato un po' di mani, il turn porta un 4, brutta carta, potrebbe aver chiuso la scala ma decido ugualmente per una puntata di 2500 questa volta, lui ci pensa poco e poi chiama, a posteriori avrei dovuto checkare per controllare il piatto, il river porta un 7! Scala sul board, il mio KK non vale nulla e checko, lui prende 3 chips gialle da 1000 e le butta nel piatto, io mi scervello a pensare con che 9 poteva chiamarmi flop e turn, 99 sicuramente, forse 97 ma avrebbe fatto raise o al flop o al turn, questo giocatore aveva dimostrato una forte propensione al bluff ed era sicuramente capace di puntare quel piatto bluffando un 9, decido quindi di chiamare e lui gira un veramente improbabile 69 offsuit...scendo a 9000 chips.

Tre mani dopo sono di CO e giro ancora KK!! Foldano a me e faccio ancora 600, mi chiama il bottone, ragazzo americano di circa 200kg con 25000 chips vinte grazie a JJ che cracka AA all in preflop, mi chiama, foldano tutti, il flop e' ancora noioso QdTd7d io non ho il Kd, decido per una puntata del piatto, butto le 1200 chips, lui ci pensa un attimo e va per un raise, ora qui lui puo' avere tantissime mani che mi battono: doppia coppia, set, flush, ma puo' avere anche tantissime mani come AQ, KQ magari con K o A di diamanti, potrebbe avere una coppia come JJ con Jd e pensare che io stia cbettando, decido per l'all in e lui chiama con il flush fatto indovinate con cosa? 69!!!! La beffa al turn che fa uscire il Kd dandomi qualche speranza al river che pero' porta un altro diamante!

Esco abbastanza sotto shock dal primo evento giocato in questo WSOP 2009, a posteriori forse avrei potuto non pagare le 3000 chips al river nella prima mano e foldare al suo raise nella seconda, decisioni difficili che durante il gioco spesso diventano impossibili da prendere, rimane il fatto che 69 vince meno del 20[[%]] delle volte contro KK, due volte di fila poi meno del 4[[%]]...pazienza!

Luisgallo | Non c’e’ nulla di meglio che iniziare le WSOP con AA

11:46 UTC June 17, 2009

Per ogni giocatore la vista di due assi (AA) quando si scoprono lentamente le punte delle due carte appena ricevute, e' sempre qualche cosa di magico, bello che sprigiona un piccolo senso di onnipotenza: cosa faccio ora? Raise, call, reraise, all-in? Tutte queste, a seconda delle condizioni, possono essere valide alternative, chiaramente l'unica opzione non disponibile e' il fold, abbiamo AA let's rock!

Facciamo pero' un piccolo passo indietro: questa mattina la sveglia suona alle 6.30, doccia veloce e valigia gia' pronta, l'autista mi stava aspettando sotto casa, direzione Malpensa per il volo che mi avrebbe portato a Las Vegas dopo un breve scalo a New York.
Giusto una settimana prima nello stesso tragitto ho incontrato un traffico tale da perdere il volo per Ibiza, questa volta ho preso tutto il tempo necessario per non correre rischi...ma l'imprevisto e' sempre in agguato.

Arrivo al banco del check in ed ecco apparire quelle due magnifiche A, ma in questo caso non sono due carte da gioco ma il logo di un'importante compagnia aerea americana, l'effetto per un giocatore di poker e' lo stesso: vittoria!
In passato non ho mai avuto buone esperienze con le compagnie americane, normalmente infatti lo standard e' inferiore a quelle europee che a loro volta sono inferiori a quelle asiatiche per un livello di servizio che sembra, come il sole, sorgere ad oriente e tramontare ad occidente; sono pero' piacevolmente sorpreso dal livello di cortesia e attenzione al check in: io scioccamente non ho penotato business class, cosa che regolarmente faccio quando vado a Las Vegas per arrivare riposato e non dover lasciare la differenza del costo del biglietto sul tavolo a causa del jet lag e della stnchezza, questa volta invece attratto da una tariffa ricolarmente bassa ho preso un biglietto economy, l'inserviente pero' ha fatto di tutto per aiutarmi posizionandomi in una fila da tre posti da solo bloccando la possibilita' di avere ignoti al mio fianco; mi comunica inoltre la possibilita' di utilizzare il laptop grazie alla presa elettrica situata sotto il sedile...8 ore di arretrati di serie TV!!! Viaggio da sogno!

Contento della mia sistemazione mi appropinquo alla zona controlli di sicurezza che, miracolosamente, non mi impegna per piu'di 3 minuti...le AA fanno veramente funzionare tutto allora?
Non faccio in tempo a terminare il pensiero che ecco trovarmi davanti ad un baffuto e calvo poliziotto di frontiera che, nel piu' classico modo di fare di chi ha un minimo di potere e vuole esercitarlo, ispeziona il mio passaporto come un chirurgo con un paziente...la cosa e' paradossale, infatti solo in Italia ci sono i controlli in uscita e soprattutto cosa sperava di vedere nel mio passaporto? Presto fatto:”Manca la marca da bollo!” esclama lui, io cerco di spiegare che un Italiano residente all'estero ne e' esente (uno dei pochi benefici che si hanno), cerco di fargli capire che sarebbe difficile andare in una tabaccheria di Londra e chiedere un francobollo da 35 sterline (rido alla scena!) ma lui non vuole sentire ragioni, chiaramente non sono i 40 euro il problema ma il principio di dover pagare una tassa non dovuta e un'imposizione cosi' netta da parte dell'eccessivamente zelante agente.
I toni si scaldano e quando io chiedo di qualificarsi lui si rifiuta, ricordo di aver letto che un agente di una forza pubblica non puo' rifiutare di qualificarsi se richiesto durante un'ispezione, dico che voglio far rapporto al suo superiore, lui imbestialice e prima mi sequestra il passaporto e poi mi scorta in ufficio lasciandomi ad aspettare per almeno 20 minuti fino all'arrivo di un superiore il quale prende prontamente le sue difese ma, probabilmente capendo la situazione noiosa, in primis si presenta con tanto di nome e cognome e poi mi dice che legge o non legge se voglio partire devo pagare il bollo.
Mi tocca quindi sborsare 80,000 delle vecchie lire per non perdere l'aereo il cui imbarco era gia' iniziato, me ne vado con pero' la consapevolezza che nel giro di qualche ora io sarei stato a Las Vegas e l'agente ancora a Malpensa.
Salito sull'aereo rivaluto la situazione: le compagnie americane non sono cambiate, forse ho trovato solo un dipendente particolarmente gentile: aereo vecchio, poco fornito (il monitor in ogni posto e' un sogno), kit per il passeggero composto da coperta, cuscino e basta, alchol a pagamento e surprise surprise la presa per la corrente e' si presente ma in pratica e' un accendi sigari da auto (LOL al genio che ha pensato una cosa del genere), l'adattatore e' pero' in vendita sull'aereo: 125$, onesto!

La scelta e' fra vedere i due (si solo due) film che avrebbero trasmesso negli schermi messi a caso in cabina o poter vedere sul mio mega 17” svariate puntate della settima serie di 24, spendo quindi 125$ e mi viene consegnata una scatoletta con l'aggeggio in questione che inizialmente sembra funzionare ma che in seguito si rivelera' un disastro totale, in pratica ogni 5 minuti va tolto e riconnesso...un incubo tanto che alla fine ho visto entrambi i film!

Non ho ancora commentato i pasti, questi vanno di pari passo con la gentilezza delle hostes e degli stewart, ovvero quanto di piu' potete chiedere a persone che chiaramente hanno poca voglia di aiutare chi ha pagato poco per volare tanto: il primo pasto mi si presenta come 4 pezzetti di pollo, un po' di riso e alcuni vegetali, sento che c'era anche l'alternativa, pasta, chiedo com'e' alla distratta e svogliata ragazza, questa mi risponde:”Ma, sono penne” come dire “prenditi il pollo e taci; il secondo pasto mi viene servito da un baffuto signore sui cinquanta che si sforza a parlarmi in uno stentatissimo italiano, io cerco in tutti i modi di fargli capire che il mio inglese e' piu' che fluente ma non c'e' verso e mi tocca cosi' interpretare le opzioni, alla fine decido per la pizza vegetariana che altro non e' che un pezzo di pane con pomodoro e cipolla.

Atterriamo a New York con un discreto ritardo e i tempi lunghissimi alla frontiera mi fanno arrivare di corsa per l'imbarco sul volo diretto a Las Vegas, vedo ancora AA ma questa volta le aspettative sono notevolmente diminuite, il volo non e' malvagio (forse perche' dormo per i 4/5 del viaggio) chiaramente considerando gli standard americani ovvero: 5 ore di viaggio, nulla da mangiare e un bicchiere d'acqua soltanto!

La notizia positiva arriva al check in al Caesars Palace, vista la mia affezione hanno deciso di darmi un notevole upgrade alla stanza: suite nella Forum Tower (la seconda piu' bella tra le cinque disponibili), la camera e' notevole con salotto enorme, bagno per gli ospiti (LOL), mega letto ma soprattutto bagno padronale principesco con vasca idromassaggio, doccia con tanto di seduta e tv per guardare il programma preferito mentre ci si lava i denti! Decido di vedere il panorama, siamo al 63esimo piano, chissa' che spettacolo...ahime' la stanza e' senza finestre!!!!! Non poteva non esserci il trucco! Un pannello di specchi ricopre dove in teoria ci dovrebbe essere una vetrata...pazienza!

Morale della favola: quando vedete AA aspettate ad eccitarvi!

Luisgallo l’anno prossimo si giochera’ la vittoria a Wimbledon?

16:21 UTC June 9, 2009

Mi trovavo a parlare con una persona in Spagna, a Ibiza, e la discussione mi ha portato a riflettere su quello che spinge alcuni giocatori di poker a prendere decisioni sbagliate.

Chiacchierando del piu' e del meno ricordavo di quando giocavo benino a tennis e di come un infortunio seguito da un'operazione alla spalla mi abbia praticamente costretto a smettere.
Tutto normale fino a qui, ma la reazione di questa persona mi ha sorpreso, lui infatti mi ha chiesto: "...e perche' non giochi con la sinistra"?

Ora voi starete ridendo, ma la domanda mi e' stata posta sul serio e io mi sono trovato in pochi secondi a dover trovare un modo gentile per far capire a questa persona come la sua esternazione fosse assurda...

Ho scelto educatamente un diplomatico: "E' troppo tardi a 35 anni".

Cosa mi insegna questa cosa e come la posso applicare al mondo del poker?
In primo luogo che la gente spesso parla senza pensare e quindi non processa le informazioni presenti: in questo caso l'abilita' che ci vuole per usare una racchetta e la tarda eta' per imparare ad usare un'altra mano, in secondo luogo che questa poca attenzione puo' essere usata al tavolo quando i giocatori prendono decisioni sbagliate perche' non si fermano ad analizzare il particolare e le informazioni che vengono presentate ad esempio quando con KK chiamano flop, turn e river con un A al tavolo, il loro cervello non vuole infatti processare la sconfitta dell'ottima mano di partenza.

La mia risposta diplomatica nel poker e' equivalente a non far capire al giocatore che noi stiamo approfittando di lui, quindi non insultare mai chi ci da un bad beat!

Lascio quindi che la pigrizia mentale imperversi tra i giocatori mentre io mi vado ad allenare palleggiando contro il muro, naturalmente con la sinistra, chissa' magari l'anno prossimo a Wimbledon...

Luisgallo | La bolla, il viaggio e il deal.

12:03 UTC June 1, 2009

No, non e' un film di Sergio Leone ma per certi versi non ci andiamo lontano: un lungo viaggio, un duello e un affare di soldi infatti sono i temi della mia avventura nel 550eur di Campione.

Per motivi familiari non potevo fare il main da 1100eur (il ponte del 2 Giugno mi ha chiamato al mare nonostante piova mentre scrivo LOL), decido pero' di partecipare almeno al 550 anche perche' con gli impegni prossimi di bwin Poker Island e delle WSOP sarebbe stata l'ultima occasione per un live in Italia prima di Settembre.

Alla partenza 150 giocatori per 10,000 chips e 30 minuti a livello, io arrivo al livello 2 in stile Hellmuth, nel giro di 10 minuti prima con JJ vs AK e poi con AK vs KQ raddoppio, arrivare in ritardo, almeno qui, si rivelera' la scelta giusta!

Mi spostano poco dopo ad un tavolo dove trovo un noto pro Italiano e rimango scioccato, letteralmente, per alcune sue giocate, ad esempio: rimane con 4Big Blinds (BB) e dopo aver raisato preflop per 2.5BB folda il suo 1.5BB rimasto perche' “non ho floppato”! LOL, finira' dopo un po' vittima del mio AQ.

Approfitto della passivita' del tavolo per imporre il mio gioco, commetto pero' l'unico errore del torneo: faccio un raise da button con Aqs e una donna fa un reraise dallo SB...ora, una donna che non sia Annette che fa reraise va SEMPRE rispettata perche' e' sempre AA o KK! Io invece distrattamente l'ho messa all in (era molto piu' corta di me) e surprise surprise: AA...vabbe'.

Ricomincio a macinare chips dopo un coinflip vinto dove il mio Jc7s ha colpito contro QhKh su board QsJs5s, il mio call all-in del mio avversario al flop e' stato criticato ma io avevo letto perfettamente la sua mano e quindi sapevo che non potevo essere peggio di un 50[[%]], date le chips gia' nel piatto passare sarebbe stato criminale!

Alla pausa cena ho 40,000 chips e navigo bene nonstante le carte non mi stiano particolarmente aiutando, con i bui e gli ante in rapida ascesa approfitto dei giocatori piu' chiusi e rubo un'infinita' di chips venendo poi pagato da A9 quando il giocatore, forse distrutto dai miei continui raise, non ha creduto ad una mia puntata da UTG...peccato che avessi Aks!

Elimino qualche short e mi avvicino alle 180,000 chips, a questo punto siamo molto vicini alla bolla...ed ecco che inizia la prima parte da Far West del mio racconto: arriva al tavolo un ragazzo con circa 100,000 chips, lo chiamero' Vittorio (i capelli mi ricordavano molto quelli del noto Sgarbi) in breve entra nelle prime due mani, perde un piatto e scende a 80,000, siamo esattamente alla bolla, 19 giocatori rimasti per 18 a premio, io sono chipleader e al tavolo a fianco due giocatori con circa 3BB!!! Ho la bava alla bocca, posso rubare tantissimo fino allo scoppio!

Un giocatore al tavolo dice, molto all'italiana:”Ragazzi nessuno di noi e' short, non facciamoci del male!” ovviamente io ribatto:”Io faccio il mio gioco!”, Vittorio con bui 2500-5000-200 mette 22,000 chips e foldando a me ovviamente vado all in sapendo che deve foldare praticamente tutto tranne forse AA e KK (anche se dal vivo ho visto foldare anche AA alla bolla! )Lui pero' non esita e instachiama con KK, il tavolo rimane scioccato quando io giro 87s! Vittorio salta e urla felice! Non posso sperare che la gente capisca la mia giocata e sono pronto ai commenti negativi, ecco pero' che la magia della statistica si materializza nella sua brutalita': un 9 al river chiude una scala che elimina Vittorio...quello che fino a quel momento era stato un torneo tranquillo si trasforma in un saloon post duello, con sparatoria libera!
Vittorio impreca e mi insulta, la gente non crede a quello appena successo, si parla di mia mancanza di rispetto al suo raise (LOL) e di quanto io non sapessi giocare! Vittorio viene portato via dagli amici e mi spostano in uno degli ultimi due tavoli rimasti, si sarebbe proseguito fino al tavolo finale.

Alla pausa esco dalla sala per prendere un bicchier d'acqua e vedo Vittorio con un gruppo di amici, in modo molto sincero mi avvicino per stringergli la mano e dirgli quanto fossi realmente dispiaciuto, infatti un giocatore capisce il male che puo' fare un bad beat di quel tipo soprattutto alla bolla, lui molto stizzito mi risponde che non mi avrebbe mai dato la mano e che me ne dovevo andare...a quel punto lo mando a quel paese e mi passa anche il piu' piccolo briciolo di rimorso, ma non finisce qui, lui mi segue urlandomi nelle orecchie e i suoi amici molto facinorosi mi minacciano pesantemente...vengono poi mandati via dalla security.

Qui mi sento di fare un commento: la mia giocata si basa sul concetto, da me espresso in vari articoli, di folding equity ovvero su quanto un avversario e' disposto a passare una mano; alla bolla questo ha un peso enorme. Se Vittorio ci teneva cosi' tanto ad andare a premio avrebbe dovuto passare, perche' ahime' nel poker non ci sono mani che assicurano la vittoria al 100[[%]] preflop, se invece (come avrei fatto io) decide di prendere il rischio per puntare ad un premio piu' alto non ci si puo' arrabbiare quando si perde, io sono andato all-in e ho dato a lui la possibilita' di scegliere, il resto e' indipendente da me.

Con gli animi ancora caldi si ritorna a giocare, ora il mio vantaggio e' enorme, con 250,000 chips mi permetto di aprire quasi ogni piatto e quasi sempre vinco senza resistenza, elimino gli short al tavolo prima con AK e poi con AJ; rimasti in 11 c'e' un'altra bolla: quella del tavolo finale, al di la' dei premi maggiorati tutti ci tengono molto e quindi sono disposti a passare tantissimo, ovviamente voi lettori sapete gia' chi ne approfitta!

Alle 3 del mattino finalmente chiudiamo i battenti, 10 rimasti per il tavolo finale, 1,500,000 le chips in gioco e quasi 500,000 nelle mie tasche!!

Ed ecco la seconda parte “Far West” della mia avventura, come ogni storia western che si rispetti c'e' sempre un viaggio, il mio inizia alle 3.15 del mattino, stanco e ancora un po' teso mi dirigo verso Piacenza dove arrivo alle 4.30 circa, sono le 5 quando prendo sonno ma sono le 8.10 quando apro gli occhi: ho dimenticato che avevo avuto la brillante idea di prenotare sulla riviera di levante ligure un week end lungo approfittando del ponte...come deludere moglie e bimbo di 3 mesi? Quindi alle 9 gia' in macchina direzione Sestri Levante, come potete immaginare siamo stati gli unici a pensare di cogliere l'occasione per andare al mare per il ponte di Giugno! Sestri e' equidistante da Genova e La Spezia quindi scelgo di prendere l'autosole fino a Parma e poi la Cisa per evitare il traffico che da Milano andava verso Genova, scelta azzeccata trovandomi gia' in coda dopo il casello di Piacenza!!!

Per fare i 200km che mi dovevano portare in Liguria sono bastate 3 ore esatte, lascio lauta mancia al facchino in albergo e gli consegno moglie e infante, non scendo neanche dalla macchina perche' in meno di due ore il tavolo finale avrebbe avuto inizio: impresa impossibile anche per i mitici Pony Express che portavano la posta in California nell'800!

Sperando che la Polstrada non legga il mio blog mi trovo a Como alle 13.45, sembra fatta tranne per il piccolo particolare di non aver considerato il fenomeno “turista tedesco”, questo infatti non predilige la stagione calda ma ama fare il bagno con l'acqua non superiore ai 12 gradi, quindi l'ultima settimana di Maggio e' alta stagione, questo per loro era il sabato del grande rientro, per intenderci un po' come il week end dopo ferragosto per noi! Il tutto si materializza con ben 9km di coda alla dogana di Chiasso! SPACCIATO!

L'idea di uscire a Como Sud e tagliare per la statale si rivela azzeccata e mi trovo a parcheggiare a Campione alle 14.35 ma non abbastanza tardi da pregiudicare il torneo che peraltro era iniziato con 15 minuti di ritardo.

Quando esco dalla macchina mi rendo conto di alcune cose: era dalla sera alle 8 che non mangiavo, dalle 22.30 della sera prima che non bevevo e dalle 8.30 che non andavo in bagno, ai limiti della sopravvivenza!

Risolto il problema bagno ricordo di aver letto che un uomo puo' resistere fino a 3 giorni senza bere e mi dirigo direttamente al tavolo dove vengo accolto a meta' tra la sorpresa e l'amarezza (dei miei avversari ovviamente!), mi siedo, saluto tutti, mi accorgo che c'era gia' stato un eliminato e un raise da parte di un giocatore, mentre mi sistemo guardo le carte e vedo QQ...ovviamente all-in, lui folda e il tavolo stramaledige l'esistenza della statale!

Le carte non viste il giorno prima sembrano arrivare tutte insieme, infatti trovo ancora QQ e ben due volte KK, addirittura sul QQ floppo fullhouse con Q99 e la decisione di una continuation bet per simulare AK si rivela azzeccata venendo pagato quasi per l'intero stack del terzo in classifica.

La struttura fa si che si arrivi velocemente in 3, a quel punto io ho 690,000 chips, il secondo 500,000 e il terzo 310,000 con i bui 10,000-20,000-2,000 il mio vantaggio non era tale da assicurarmi la prima posizione e visto la differenza tra i vari premi (20,000-11,000-7,000 circa rispettivamente) abbiamo chiesto una divisione teorica basandoci sulle chips e il mio premio sarebbe stato di 15,100, approfittando del mio “nome” ho detto che avrei accettato un deal a 16,000 ben sapendo pero' che il reale valore del mio stack era anche inferiore ai 15,100 proposti (per ICM infatti era di 14,600), i due avversari gia' contenti del risultato hanno velocemente accettato!

Ormai rilassato per la vittoria “tecnica” mi sono trovato a giocare a poker solo per la gloria, cosa che onestamente mi ha colto impreparato...come si fa a non vedere un call se tanto non si perde nulla? Sapendo anche che il mio viaggio di ritorno era molto lungo nel giro di due mani ero il terzo classificato, stretta di mano con l'ottima organizzazione, foto di rito, ritiro del premio e della targa ed eccomi di nuovo in macchina, direzione liguria direte voi! No! Stop tecnico in autogrill per riprovare il gusto di un liquido nel corpo e poi in rotta verso Piacenza, infatti nella fretta della mattina non avevo neanche fatto la valigia (non poteva farla la moglie o la domestica direte voi? Questa e' un'altra storia!), quindi sosta a casa con evidente deviazione dalla linea retta Campione-Liguria e subito dopo ripartenza per Sestri Levante dove ho finalmente trovato il meritato riposo alle 21 con 1,000km fatti, un torneo vinto, un lauto assegno, una quasi crisi da deidratazione e un principio di anoressia!

E dicono che il poker e' un gioco tranquill

Luisgallo | EPT Montecarlo Grand Final (day 3)

09:37 UTC May 11, 2009

Eccoci al day 3, 140 giocatori rimasti per 88 posti a premio; per come stavo giocando l’obiettivo non era pero’ andare in the money ma cercare di andare piu’ deep possibile nel torneo.

Prendo posto al mio tavolo e subito stringo la mano al caro amico Luca Pagano che siede alla mia sinistra, pochi posti dopo un ragazzo ungherese con un grosso stack, un pro russo vincitore di un braccialetto l’anno scorso, Sorel “imper1um” Mizzi, “Miami” John Cernuto e due sconosciuti a fare da contorno…insomma non il tavolo ideale, ma in fondo siamo a Montecarlo non a un torneo online da 5euro!

Allo shuffle up and deal ho subito un buon inizio: guardo le mie carte e vedo due bellissimi K rossi, faccio un raise a 12500 con i bui 2500-5000-500, Pagano guarda le sue carte e velocemente decide per un re-raise a 33,000, normalmente qui io farei flat call ma il range di Luca e’ tale per cui solo QQ mi pagherebbe post flop, quindi un re-reraise potrebbe spingerlo ad andare all in con AK/QQ e ovviamente AA; uscire in primissima mano con AA vs KK e’ sfortuna quindi non mi preoccupa, voglio pero’ massimizzare AK e QQ: opto per 90,000. Luca ci pensa un po’ e poi passa, mi dice di aver avuto AQ.

Due mani dopo Cernuto fa un raise goffissimo dal button a 20,000 e folda a un mio all in per i suoi rimanenti 50,000!!! Io avevo AQ ma e’ incredibile come un giocatore cosi’ famoso faccia errori di questo tipo…

Il tavolo e’ incredibilmente aggressivo preflop, ma c’e’ molto rispetto per tutti tranne che per i tentativi di rubare in late position che vengono regolarmente controrilanciati, i due sconosciuti al tavolo sembrano piu’ spettatori che giocatori.

Io, grazie al mio gioco aggressivo, salgo rapidamente a oltre 400,000 fino ad una mano sbagliata, probabilmente la sola in tutto il torneo: foldano a allo SB, uno dei due sconosciuti, questo fa raise a 18,000, lui gioca per 120,000 in totale, siamo a circa 20 persone dalla bolla e penso che folderebbe quasi ogni cosa a questo punto, decido quindi per un raise a 60,000 e lui invece va immediatamente all in…dovevo capirlo dalla size del suo bet che aveva una buona mano, sono costretto a chiamare per ovvie ragioni matematiche e il mio Q4s non puo’ nulla contro il suo 10 10…tutto da rifare, ritorno a 300,000!

Spostano Luca ad un altro tavolo e lo vedo ringraziare il cielo!

Sorel Mizzi esce poco dopo con una discutibilissima chiamata contro il bravissimo giocatore ungherese che si trova a oltre 1,000,000 di chips e incomincia ad aggredire veramente il tavolo.

Trovo pero’ la mia nicchia: lo svizzero perde parte delle sue vincite in due battaglie dei bui contro di me dove sfrutto la mia posizione e la lettura della sua mano per farlo foldare e inoltre approfitto dei due giocatori alla mia sinistra: un nuovo arrivato molto chiuso e passivo e un francese scarso.

Proprio contro questo francese perdo un po’: faccio raise a 15000 (3000,6000,500) con KcJc dal bottone e lui mi chiama con circa 100,000 rimaste, il flop viene Qc8c5s lui fa un bet di 25,000 e io lo metto all in, lui chiama con AQ, siamo esattamente in coin flip ma nulla da fare, ne K ne fiori mi aiutano.

Ora sono a circa 200000…

Rompono il tavolo e mi ritrovo ancora a fianco di Luca Pagano, questa volta ho io posizione su di lui, mancano 5 giocatori alla bolla e il big stack del tavolo se ne approfitta, sorprendentemente pero’ la bolla duraa pochissimo e siamo in the money!

Il nostro tavolo viene rotto e mi spostano al tavolo 5, non faccio in tempo a portare le mie 180,000 chips rimaste che da UTG trovo AKs! E’ il momento del raddoppio! con i bui saliti a 4,000/8,000/500 faccio 21,000, mi trovo il francese del AQ di prima che fa un reraise a 70,000, foldano a me e vado prontamente all in…il francese inizia a pensarci, conta e riconta le chips mi chiedo cosa possa avere, forse AK anche lui, forse 10 10, forse AQ, tutte le altre mani sarebbero state istant call, dopo un po’ decide per il call e gira QQ! LOL! Stava veramente pensando di passare??

Il dealer gira il flop e booooom! AA10!!! Finalmente! La mia gioia viene subito gelata da un incredibile Q al turn che regala una full house al tizio…GG Luisgallo!

Mi consolo con i 20,000 euro del premio ma lascio Montecarlo con un po’ di amaro in bocca, avendo infatti giocato benissimo andando all-in con tutte le chips solo nell’ultima mano e perdendo tutti i coin flip.

Luisgallo | Grandi emozioni dall’EPT di Montecarlo (day 2)

14:55 UTC May 6, 2009

Mi lamentavano, circa un anno fa, che in pochi parlavano di me, dopo il risultato del day 1 ho finalmente sdoganato e anche i siti esteri hanno incominciato a nominare luisgallo!
Inizio quindi con l'attenzione di tutti...
Il tavolo che mi si propone non e' dei più' semplici: alex kravchenko, anthony lelluche, isabel mercier e un altro pro francese; vinco 3 delle prime due mani portandomi a 220000 chips e il tavolo viene spezzato, vedo felicita' negli occhi dei miei avversari!
Mi spostano ad un tavolo con un paio di volti noti, alla mia sinistra siede l'amico salvatore bonavena, due alla mia destra David williams, famoso pro americano, un altro signore italiano e alcuni scponosciuti, il giocatore alla mia destra mi rivelera' di essere un pro di cash game online.
Il tavolo e' ricchissimo di gioco con Williams che entra in posizione in molti piatti e incrementa il suo stack a 150k.
Una mano che si rivelera' cruciale nel torneo mi fa perdere molte chips:
Apro da mid con JTs a 1800 (300-600-50), bonavena fa 5000 e williams chiama dal BB, visti gli stack decido per un call; il flop viene 356 rainbow, williams fa check e io decido che e' un flop che perfetto da bluffare su Bonavena e betto circa 10000, Salvatore folda e williams pensa e poi chiama, il turn porta un secondo 6, check di williams e io sparo un second barrell, penso che ora un draw lascerebbe e una mano come 77 e 88 avrebbe giocato più' aggressivamente al flop, quindi quando lui mi chiama penso ad un possibile set, il river porta un 4 e lui fa check ancora, se avesse avuto una full house avrebbe puntato e probabilmente anche una scala, quindi ora la sua giocata e' strana, magari voleva lui bluffarmi ma non sono uscite carte che programmava? Decido per un value bet-bluff e lui instantaneamnete va all in...bravo! Ben giocata! Non so quanto avesse il nuts o aria fritta ma questa mano mi fara' capire una sua tendenza: cercare di gonfiare il pot in modo passivo per poi mandare via la gente con dei grossi bet al river...gli costera' carissimo!
Da quel momento infatti incomincio a riraisarlo in posizione, a chiamarlo con le mani migliori, a chiamarlo con mani pessime per bluffarlo al flop, re-raisarlo al flop con una varieta' incredibile di mani...lo vedo scosso!
Si riprende con un coinflip contro un francese per poi subire il colpo di grazia:
Lui fa raise dal bottone e io chiamo con KsTs, il flop viene As9s3h e entrambi facciamo check, il turn porta un altro A e io betto meta' del piatto, lui velocemente fa raise e io sapendo dell'altissima probabilita' di un suo bluff e dei tanti outs della mia mano lo guardo e dichiaro all-in, lui butta le carte quando non avevo ancora finito la frase! La mano dopo ancora un suo raise e questa volta un mio reraise dallo SB con A3, lui chiama, il flop viene AK3, io decido di fare un bet diretto sapendo che tanto se lui ha un A mi avrebbe seguito, mi chiama, il turn porta un altro A, ora la mia mano e' completa e i due assi in tavola rendono plausibile un mio bluff...io check e lui fa un bet, dichiaro ovviamente l'all in e lui ancora una volta rimane di sasso, folda e rimane con uno stack piccolissimo che lo fara' uscire in 2 mani...GG mr Williams!
A quel punto supero i 300000 e ci avviciniamo alla fine del day 3, domino in modo incontrastato il tavolo aprendo un piatto su due e trovando pochissima resistenza, elimino l'italiano Fabretti che cade nella mia trappola dopo che floppo flush.
A circa 20 minuti dalla fine pero' la bellissima giornata viene rovinata da un bad beat:
Un giocatore molto inesperto apre da UTG per 11000 (2000-4000-400) e io da mid faccio 33000 con TT, lui ci pena e chiama e rimane con 90000, il flop viene 882 e io lo metto all-in, lui simpaticamente dice:"mi sa che devo chiamare..." Gira 88!!!! Paradossalmente il turn porta anche un T! Il river non crea il contro bad beat della storia e mi trovo a perdere 120000 circa chiudendo a 310000 che e' si molto buono ma meno interessante del 550000 che mi avrebbe portato al terzo posto dei 140 rimasti!

Luisgallo | Inizia la cronaca dell’EPT di Montecarlo (day 1b)

17:11 UTC May 5, 2009

L’EPT Grand Final a Montecarlo è senza dubbio il torneo più importante in Europa, il valore del montepremi infatti ha superato i 9,000,000€ per quasi 1,000 iscritti, quale occasione migliore per sperare nel gran colpo?

Eccomi infatti approdare a Montecarlo, questa volta in compagnia della famiglia, per giocare il day 1b; a Montecarlo le felpone con cappuccio si lasciano agli studenti qualificati online e mi presento con un più sobrio look fatto di camicie scure!

Arrivo nell’enorme sala dello Sporting Club dove 50 tavoli ci attendono, mi siedo al mio, il 28 e incomincio a guardarmi intorno: nessun volto particolarmente noto.

Quasi di fronte a me c’è un ragazzo asiatico che poi scoprirò essere AZNTRACKER, famoso professionista online, non giocherò mai un pot con lui però e con tanta sfortuna uscirà molto presto; subito alla sinistra di AZN siede un pro tedesco di cui non conosco il nome mentre alla mia sinistra un giovane americano che gioca da professionista i cash game online.

La mia strategia per i primi livelli, nonostante i 300 blinds di partenza delle 30,000 chips, è quello di un gioco molto chiuso, per studiare le tendenze dei giocatori, noto così un russo molto chiuso, un americano un pò loose e il tedesco pro molto aggressivo post flop.

Entro in posizione in qualche pot e porto a casa senza rischi, vedo QQ e AA vincendo solo al flop senza quindi massimizzare, colpisco un A al turn quando avevo chiamato in posizione il russo chiuso con AQs, il flop bianco mi ha convinto a chiamare un suo bet con l’intenzione di bluffarlo dopo ma al turn l’A mi ha spinto a fare check (se lui era in continuation bet con AK non aveva molto senso fare un bet) così al turn ho chiamato un suo bet e lui ha mostrato QQ.

Situazione simile con l’americano del cash game dove ho colpito il mio A al river dopo che avevo bluffato il turn e lui ha giocato i suoi due J in modo passivo.

Mi trovo quindi attorno a 45,000 senza rischi, intanto il tedesco pro entrava in tantissimi pot giocando in modo iper aggressivo postflop non arrivando quasi mai a showdown, difficile capire quindi quanto fosse ampio il suo range.

Una mano interessante è contro un ragazzo arabo che era in mezzo tilt dopo che ha dovuto foldare il colore nuts contro il russo che ovviamente aveva fatto fullhouse al river, questofa raise da UTG a 600 e io chiamo dal button con 66, il flop è AT2 e lui fa check, io quindi decido per un bet di circa 900, lui mi chiama velocemente, al turn un 6 mi regala un set ed entrambi facciamo check, a questo punto il river è un altro 6…ebbene sì, all’EPT si può fare poker! io faccio un bet di 1800 e lui mi chiama, quando giro il mio quads il tavolo impazzisce!

I bui salgono ed entrano in gioco gli antes, così io incomincio ad aprire più pot, sempre in posizione, inizialmente non trovo nessuna resistenza e il mio stack sale oltre i 60,000 poi i giocatori più attenti incominciano ad infastidirsi e quindi mi danno qualche problemino con qualche riraise a cui devo passare; una delle mani principali però del day1 è proprio contro il tedesco pro:

Apro da UTG+1 con 7d8d (sì, sono così loose aggressive a volte!) e mi chiamano in 4, il flop viene JdTd7s check generale fino al tedesco che betta 3000 circa su un pot di 5000 (siamo a 200-400-25), io chiamo, il turn è un 6c lui fa 11,000 e io ci penso una vita e chiamo, il river porta un 4d e mi fa chiudere il colore, la scelta quì è fondamentale sia nel da farsi che nei tempi, se decido di fare un bet lui può comprendere che il terzo quadri mi ha fatto chiudere il colore, se faccio check e voglio far sembrare di non aver chiuso nulla (o di avere un J e basta) devo farlo velocemente, avendo visto l’aggressività del giocatore tedesco ho deciso per il check sicuro di un suo bet che prontamente arriva per ben 22,000 chips!!! Al mio re-raise all in al river il tedesco rimane colpito indietreggia sulla sedia come avesse ricevuto uno schiaffo! Ci pensa e passa quello che molto probabilmente era un set! Ne rimarrà turbato e limiterà da quel momento la sua aggressività al tavolo.

Rompo quindi le 100,000 chips risultato insperato a inizio giornata, soprattutto per il mio tipo di gioco.

Perdo però un pot importante contro un giocatore strano, un greco-inglese arrivato al tavolo da poco con uno stack enorme di circa 130,000 chips: lui da BB chiama il mio raise dal button, dopo qualche bet interlocutorio al flop e al turn su un board 22388 io faccio raise al suo bet al river e lui, chiaramente in bluff, mi guarda e mi dice:”tu vuoi farmi credere di aver colpito quel board?” e manda l’all-in per le rimanenti 110,000 chips…io non avevo assolutamente nulla e quindi ho velocemente foldato ma questa sua propensione al bluff mi servirà poco dopo.

Siamo verso la fine della giornata, dopo due call io faccio raise dal button con QJs, mi chiama l’americano dallo SB, il greco dal BB e il russo da mid position, il flop è KQ3 con due cuori, fanno check a me e betto circa 3/4 del pot, mi chiama solo il greco, il turn porta un altra Q e il greco questa volta fa bet, ora penso che AQ avrebbe fatto reraise preflop quindi salvo KQ o 33 ero indubbiamente davanti, ma KQ e 33 erano altrettanto indubbiamente nel suo range (come anche tanti K e Q inferiori) opto quindi solo per il call, il river è un J che mi chiude la full house, al suo bet di circa 40,000 io penso che andando all in verrei chiamato da KQ ma anche da mani molto inferiori tipo una scala, un full house peggiore etc, vado quindi all-in e lui fa un fold velocissimo (dichiarerà di aver avuto Q3 ma non ci credo), salgo a 170,000 e il giocatore greco rimane scioccato al punto che perde le 90,000 chips rimaste nelle 5 mani successive giocandole in modo assurdo con 73o, K4o, 75s etc e continuando a chiedermi quante chips mi aveva dato…

La giornata si chiude con un terzo posto del chip count del giorno e un quarto in quello generale, primissimo tra gli italiani!

La strada è ancora lunga però!

Rickrinaldi | Metodo Montecarlo

17:09 UTC May 5, 2009

Anche il torneo finale dell’EPT per me è stato avaro di soddisfazioni. Qualche piccolo piatto vinto nel primo giorno, poi un ultimo livello difficile mi costringe a partire corto il giorno dopo. Per 5 livelli conduco una battaglia di trincea, raddoppiando un paio di volte e portando via qualche buio ma rimanendo con uno stack che lascia manovrare poco, soprattutto ad un tavolo dove il 70% dei rilanci vengono chiamati e il 20% tri-bettati (e i 3-bet quasi tutti chiamati!). Alla fine, con la migliore mano della giornata (QQ) trovo KK, e sono saluti e baci.

Come ricorderete, l’inizio del mio soggiorno nel principato non era stato proprio idillico, e il feeling non migliora con il passare dei giorni. L’unico bar del palazzo del torneo ha un menu di tre o quattro cose da mangiare, carissime e non particolarmente buone. I side event hanno una struttura molto poco attraente, con poche chips e livelli veloci (in Italia c’hanno viziato con gli stack da 20k e i livelli da un ora). Tuttavia un momento di intrattenimento arriva la mattina di mercoledí quando scendo dalla camera e mi imbatto in Dave “Devilfish” Ulliott, un giocatore inglese di vecchissima scuola, con un passato turbolento (tipo carcere per furto con scasso), pittoresco e riconoscibilissimo con il suo abbigliamento trash e i gioielli vistosi. Mi dice: “Vai là? Non ci sono taxi, dobbiamo prendere l’autobus”. Mi avvio quindi lungo il marciapiede insieme a lui per una corsa d’autobus un po’ surreale. Il tempo di sederci e gli chiedo come se la passa ultimamente, e lui racconta di essere appena tornato da Las Vegas dove suo malgrado è rimasto coinvolto in una colluttazione dopo essere stato aggredito in un club. Dave è un mago della comunicazione e delle pubbliche relazioni, per cui non so se credergli o no. Prosegue, e racconta di essere andato dal club alla sala del poker del Bellagio con le mani ancora sporche di sangue, ed il mio scetticismo aumenta. Arriviamo a destinazione, ci incamminiamo verso l’area del torneo. L’argomento si sposta su Londra e su alcune conoscenze comuni che abbiamo. Mi dice: “Al Vic per molti anni sono stato costretto a giocare a London Lowball, un gioco stupido e molto poco strategico, eri davanti un miglio alla quarta strada e alla fine ti scoppiava la mano per una carta sola... ma era l’unico modo per avere un po’ di azione a Omaha, ci ho dovuto lasciare un sacco di soldi”. Questo fatto è verissimo, lo sapevo già da più fonti. Vuoi vedere che anche la storia della rissa...

Arriva Venerdí e decido prima di andare via di dare un’occhiata al cash che si gioca al Sun Casino. Sala da poker gestita con insolita formalità, dove per giocare è necessario registrarsi su un database speciale e fornire un documento e dove mi chiedono il documento anche al momento di comprare le chips. Trovo posto ad un tavolo da 10/20, sono seduti un altro paio di italiani. In una mano altre due persone si trovano ad andare all-in al flop, e un set alto perde da una scala. Il set alto chiede all’altro: “Ho fatto male ad andare all-in? Cosa dovevo fare?” e l’altro gli dice: “mah, potevi limitarti a chiamare, e vedere il turn” (da notare che il set alto partiva da circa 40 BB in un piatto rilanciato). L’avversario sembra parlare sinceramente, senza traccia di ironia o malizia, ed io comincio a leccarmi i baffi.

Dopo qualche mano mi arriva 67 di fiori in mezza posizione, c’è un limpatore, io sono seduto con 2k e copro tutti, rilancio a 150 e trovo 4 clienti (!!!). Il flop e’ 3 5 8, con un solo fiori. Checkano a me, che decido di semi-bluffare ed esco puntando circa il 60% del piatto. Trovo un cliente, che a questo punto potrebbe giocare a carte scoperte e mostrare il set. Il turn è un bellissimo 9. Checkano a me, vado all-in, l’altro chiama. Il river è bianco, io giro la scala e dal tavolo si leva un “Oooohhh!!!”. “Ti facevo KK”, dice uno. “Per me era AA!”, esclama un altro. L’avversario sbatte stizzito sul tavolo il suo 33 e si alza per ricomprare le chips. Davvero un bel tavolo! Dopo un po’ si siede un altro italiano, con 1.5k, che da UTG rilancia a 75. Un altro giocatore chiama, io faccio 375 dal bottone con KK. L’italiano dichiara istantaneamente all-in, io chiamo e gli mostro il KK, lui gira AK. Al flop cade l’asso, e alla fine fa anche colore a una carta. Sono stanco e raffreddato, decido di chiudere li’ e andare a riposarmi. Ma di sicuro ritornerò presto...

Luisgallo | Poche soddisfazioni nel main event di Sanremo. Il mio EPT dura 8 livelli

07:00 UTC April 23, 2009

Mi reco di buon'ora al casino per ritirare il pass, faccio in tempo a salutare Evelyn Ng che avevo conosciuto a Las Vegas un paio di anni fa, quando eravamo seduti allo stesso tavolo di partenza in un evento prelimimare del WSOP concluso in maniera felice per entrambi.

Arrivo al mio posto e chiedo al dealer di farmi dare un'occhiata ai ticket che ha raccolto, vedo il nome dell'ex attaccante della nazionale Irlandese Tony Cascarino, gli altri non so chi siano. Il tavolo sembra abbastanza variegato, con un mix di giovani europei e di italiani di varia età.

Pronti via, e pesco subito bene, AQ, AK, KK, dove però raccolgo solo i bui e poco più.

Dopo un po', mano interessante. Un limpatore, io vedo AK di quadri in mezza posizione e faccio 4 x il grande buio. Mi chiamano il bottone (un ragazzo dall'aria credibile), il grande buio e il limpatore. Il flop è J 8 rag, con due quadri. Tre check, il bottone punta una buona dimensione, circa 70[[%]] del piatto. Il signore del grande buio chiama, io chiamo. Il turn è un altro jack, non di quadri. Check-check, il bottone punta forte (poco meno del piatto) e viene chiamato dal buio. A questo punto ak di quadri vola nel cestino, con un'azione del genere e il board appaiato potrei star tirando a morto. Il river e' un mattone, il buio checka e il bottone punta quasi tutto lo stack ma non tutto. Il buio ci pensa a lungo, chiama lasciandosi dietro solo 1.1k e perde contro l'88 mostrato dal bottone. Bella la sua puntata al river, che evita appena l'effetto psicologico dell'all-in che può finire per intimidire un giocatore casuale al suo primo torneo importante.

Di lí il gioco prosegue a singhiozzo. L'avversario alla mia destra accumula un grosso stack in seguito a giocate fortunose. Apre limpando K2 dal cutoff e fa doppia coppia, apre limpando J7 sempre dal cutoff e fa un altro grosso punto. Gioca con percentuali del tipo "55/30", ovvero gioca volontariamente più della metà delle mani, e quando gioca rilancia solo la metà delle volte, e soprattutto non folda mai mai mai a un rilancio avversario.

Dovrei avere in mente queste statistiche quando dopo un periodo di secca di tre livelli entro rilanciando AQ di fiori con il nostro amico limpatore cronico Oltre a lui, mi chiama il bottone (lo stesso del full di 8). Il flop è di quelli che non fanno paura, 9 4 3. Checka a me, ed io ragiono pensando che AQ è all'estremo inferiore del range che sto rappresentando dopo aver foldato pazientemente orbita dopo orbita. Decido di puntare nonostante il piatto sia significativo rispetto al mio stack, dimenticandomi che in termini di range ragionano solo giocatori sofisticati (come il bottone, che passa) mentre il limpatore mi chiama. Il turn è un altro 9, e lui esce puntando la dimensione del mio stack. Devo passare, lasciando sul campo un bel po' di chips.

Da lí, complice il gioco che cambia dinamica con tantissimi piatti controrilanciati preflop, sono costretto a giocare in difesa e vedere il mio stack eroso un po' alla volta. Arriviamo alla pausa cena che sono sotto le 5k chips, subito dopo il break faccio all-in preflop tre volte in un'orbita riportandomi oltre le novemila (stack comunque molto corto), ma finisco per sbattere contro JJ con AK. Il torneo finisce qui, ma Sanremo avrà ancora molto da offrire nei prossimi giorni.


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