17:04 UTC October 5, 2009

L'EPT di Londra, dopo il gran finale di Montecarlo, è probabilmente la tappa più importante del circuito (per noi Italiani c'è chiaramente Sanremo), infatti è l'unica sede ad essere anche un'importante città e capitale, le date così ravvicinate con le WSOPE (da me rinominate WFLOP per la scarsa partecipazione e l'ancor minore interesse dei media) fanno sì che tutti i big sono presenti.

Parto con buone speranze, Londra in fondo è la mia seconda casa, a dirla tutta è ufficialmente sempre la prima, quindi ci tengo a fare bene, mi sento anche particolarmente concentrato; ricordo una frase di un mio ex capo di quando lavoravo nella city dove tutto era in funzione del bonus di fine anno:"Per avere un buon bonus serve una combinazione di tre elementi: tu devi fare bene, il tuo team deve fare bene e l'azienda deve fare bene, qualunque combinazione diversa e sei fregato!" ovviamente non ha usato il termeni "fregato" ma si è espresso in modo ben più colorito! Il poker ha una grande similarità infatti per fare bene in un torneo servono tre elementi: sicurezza, concentrazione e fortuna, quando uno dei tre viene a mancare difficilmente si riesce ad ottenere il risultato.

Alla partenza potevo sicuramente contare sui primi due, il terzo va tutt'ora oltre i miei poteri!

La location per l'EPT passa dal mitico Vic, di cui ho parlato in passato, ad una delle sale conferenze dell'Hilton, più o meno nella stessa zona ovvero Edgware Road la parte araba di Londra dove è obbligatorio mangiare un kebab!

Gioco il day 1a, mia scelta, mi piace giocare sempre il primo giorno di un torneo che tendenzialmente è più soft ed inoltre se vengo eliminato mi godo il rimanente periodo senza troppi stress; quando arrivo tutto è pronto per la partenza, qualche saluto qua e là e via al tavolo dove ho tre facce note: Marcel Luske, noto pro sempre iimpeccabile con giacca e cravatta, un ragazzo svedese molto bravo con cui ho giocato a EPT Sanremo e niente popò di meno che Teddy Sheringham ex Manchester United e ora con velleità di poker pro!

Al tavolo un altro italiano mai sentiti e una serie di volti non noti, avevo posizione sullo svedese e quindi in linea di massima ero contento.

Si inizia con 30,000 chips e i bui 25-50...non male come struttura! Dopo 20 minuti il dealer si accorge che dovevamo giocare a 50-100!!! Peccato!

La prima mano che gioco è con 66, c'è un raise da early, io chiamo da mid e il button raisa a 1100, chiama il primo giocatore e a quel punto ho ancora infinite odds per fare set e chiamo, il board verrà checkato fino al river dove AK e AQ dei miei due avversari non sono buoni con solo carte basse in tavola; si incominciano a vedere i punti deboli degli avversari: Sheringham e un altro giocatore dopo tanta azione checkano al river su board JJ575 ed entrambi mostrano il J...avevano paura di poker di 5!

Perdo un pò contro Luske che dal BB chiama un mio raise, io ho AJ e lui punta su AK9, io chiamo, turn 8 lui punta io chiamo, river 9 lui punta e io chiamo sapendo di splittare contro ogni asso tranne AK...che infatti ha!

Mi rifaccio la mano dopo quando raiso KK e vengo chiamato proprio da Luske da SB, flop 774, questa volta sono io a dare azione dopo il suo check punto e lui chiama, river è un altro 4 che mi piace molto come carta infatti esclude molte possibilità di un set, rimane ovviamente la possibilità che lui abbia un 7 ma decido ugualmente di puntare perchè ogni coppia come 88-99 e superiori mi avrebbero chiamato, lui chiama, al river esce un altro 7 (LOL) quindi le carte recitano: 77447...lui punta e io conscio che difficilmente ha il 7 e se ce l'ha non è il mio torneo vado all in, sperando che lui pensi che io stia giocando le carte in tavola, ci pensa molto e poi passa JJ.

Perdo qualche piccolo piatto non connettendo mai il flop e da 38k scendo lentamente a 30k senza troppe emozioni, siamo al secondo break.

Perdo un pò contro forse il più scarso del tavolo, dopo un raise preflop da CO con 55 e call dello SB vediamo flop 339 sui cui punto più o meno la size del piatto al suo check, lui chiama e il turn è un A su cui lui punta, io passo e mi mostra AQ...nice call al flop!

Unica mano giocata contro lo svedese è parecchio noiosa, io raiso AT da UTG, foldano tutti tranne lui da BB, il flop è KQ5 e io betto e lui check/chiama, il turn è A, entrambi checkiamo, il river è un altro K, lui checka a questo punto non ho veramente idea di cosa lui possa avere, fose potre prendere valore da mani come QJ o QT, decido di checkare e lui gira JT per scala che aspettava il mio bet al river!

mi rifaccio contro il giocatore scarso, raiso da bottone con 35o, lui chiama da BB e il flop viene 258 rainbow, al suo check punto e lui chiama, la mia immagine era di giocatore molto aggressivo quindi lui pensa ad un mio bluff molto spesso, il turn è un magico 5, ora la mia mano è molto nascosta, al suo secondo check punto ancora e lui chiama, il river è un ininfluente T e ancora lui paga il mio bet e vorrei saper disegnare per mostrarvi la sua faccia quando ho girato 35o!

Decido che avendo posizione sullo svedese devo approfittare del fatto che apre molto loose in late position, lo reraiso più volte ma non c'è mai azione, mi riporto a 35k per poi tornare a 27k perdendo con 66 contro lo short Sheringham che gira QQ.

Poi una mano molto strana prima del terzo break: raiso ThJc e vengo chiamato dal Bottone, un ragazzo inglese che aveva accumulato un grosso stack vincendo un paio di mani molto fortunose, dopo un pò d'azione al river ci sono 4 carte di cuori e io faccio check, lui inizia a pensare e gioca con le chips, fino a che la mano non batte il panno verde, quello per me è un check, giro il mio Th e lui dice:"io non ho fatto check!" e vedendo la mia carta punta! Ovviamente può bluffare benissimo sapendo che non lo chiamerei mai! E infatti devo passare, mi arrabbio con il dealer perchè era chiaramente disattento.

A ritorno dalla pausa raddoppio subito contro il ragazzo italiano, su cui, contrariamente a quando riportavano i blogs, dopo aver perso qualche piatto avevo decisamente preso le misure, mi faccio quindi pagare per intero una full house!

Ecco però l'inizio del periodo buio, nell'arco di due orbite subisco colpi da KO, i primi tre contro il ragazzo inglese che per due volte chiama i miei raise con A5, in entrambi i casi io sono davanti con A7 e AJ ma un 5 al river fanno si che il piatto venga spinto a lui; la mano che però mi lascia con l'amaro in bocca viene poco dopo, io ho 35,000 e i bui sono 300-600-50, dal CO faccio 1,600 con AQs, sempre l'inglese questa volta decide di fare reraise a 4500, io da quelle posizioni ero stato molto aggressivo e sicuramente non gli era scappata la mia mano vinta con 35o, quindi penso che lui, con uno stack importante di oltre 60,000 chips, poteva tranquillamente cercare il "resteal" ovvero rubare al ladro!

Ma visto che "non si ruba a casa del ladro" decido di chiamare e sperare che il suo bluff continui, il flop è KcJh3s e lui immediatamente punta 6,500...la puntata è molto rapida, troppo, in fondo io potevo avere una mano molto forte, mi convinco che lui non abbia nulla e chiamo, il turn è un Ac e lui fa check, io decido per il check con la speranza che lui cerchi qualche bluff strano al river, il river è un innocuo 7c, lui checka e quindi so che non ha nulla, penso che puntare sia inutile perchè nell'ipotesi che lui stia facendo slowplay sono nella terra di nessuno e dovrei foldare a un suo raise, giro le carte pensando di vincere un gran bel piatto da quasi 25,000 chips ma lui invece mostra 5c8c per un miracolo colore fatto al river!!!! Avevo letto la mano perfettamente ma un runner runner fortuito mi ha dato un pugno in faccia.

La ma no successiva ecco che da 18,000 scendo a 7,000 perdendo un coinflip contro lo short Luske, il mio AQ non può nulla contro 99.

Uscirò quando da ormai cortissimo vado all in con KQ e trovo AK.

Due dei tre fattori hanno funzionato, come dicevo all'inizio sul terzo non ho controllo!

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