Contrariamente a tutte le altre attività che ad Agosto chiudono i battenti per godersi le meritate giornate di riposo, per un giocatore sembra che non ci sia soluzione di continuità e un torneo dopo l'altro scandisce un calendario molto fitto di eventi.
No, non sto parlando del poker online, quello infatti non fa nè la pausa cena nè quella sonno! Sto parlando del poker live, quello dove bisogna prendere la macchina ed arrivare ad un Casinò, quello dove bisogna stare seduti ore e ore su scomode cadreghe (per chi non sa cosa vuol dire guardi l'episodio di Dracula di Aldo, Giovanni e Giacomo); qui infatti dopo IPT Venezia, St Vincent, Campione si riparte con San Remo, Barcellona, Campione ancora e Venezia, tutto nell'arco di 20 giorni...altro che caricare le batterie, qui ci vuole la spina sempre attaccata!
Per fortuna la mia decisione di centellinare le mie apparizioni live si sta dimostrando azzeccata, non rischio l'overload e quindi di giocare un torneo sotto tono, a San Remo ci sarò per gli altri dovrò vedere.
Ma qual'è il trend che nasce da questi eventi? Quello che ogni poker room sembra sentirsi obbligata a creare il proprio circuito; la cosa in sè non è per nulla negativa, anzi da la possibilità agli utenti di giocare un torneo live qualificandosi e ritrovandosi nello stesso ambiente scelto per il divertimento da casa se non rendersi conto che pincopallino78 con cui si chattava durante un sit puzza da far paura e che michela09 non è la bionda sexy che ci immaginavamo ma una corporuta e villosa 50enne!
Sì perchè il poker live ha certamente un fascino unico ma porta con sè anche tante scomodità: non sempre si ha voglia di chiacchierare ma molto spesso al tavolo c'è il tizio che invece ha molte cose da dire, il suo recente bad beat, la vittoria al Circolo che lo ha portato al torneo, l'online di cui non si fida (invece del pregiudicato alla sua sinistra sì...), questo si assomma al fatto che essere PRO, andare in Tv etc catalizza le domande di tutti, spesso anche di quelli che non avrebbero delle domande da fare ma se ne escono con :"Luis ma secondo te c'è da fidarsi dell'online?" ...ma dico...rappresento un'azienda multinazionale di online betting, ti sembro la persona adeguata a cui chiederlo? Io:"Certo caro, è tutto controllato da AAMS", ma loro incalzano:"No perchè me ne succedono di strane, tipo l'altro giorno uno mi ha scoppiato AA con 22, live non succede", io, alzando gli occhi al cielo:" Immagino che live la distribuzione statistica sia diversa, che qualche cosa che succede il 15[[%]] delle volte non succeda mai!!!" Impossibile far capire al tizio che nella sua vita forse non si è trovato abbastanza spesso a show down con AA vs 22 per vedere lo scoppio!
Parlavo prima delle sedie scomode, in alcuni casi infernali: a San Remo hanno recentemente rimediato ma prima bisognava giocare anche 10 ore di fila su 4 gambe di legno con due assi, quando ho chiesto se avessero qualcosa di "ergonomico" il tizio mi ha detto:"Perchè quelle non ti sembrano già abbastanza economiche"...vabbè, forse erano meglio le domande dei giocatori.
Un'altra cosa simpatica, soprattutto per chi come me è abituato molto di più ai casinò di Las vegas che ai nostri Italiani, è la quasi totale mancanza di accoglienza, a Las Vegas infatti si fa di tutto perchè un cliente entri e ci stia il maggior tempo possibile, da noi vige il contrario: bisogna fare un pass all'ingresso che viene controllato almeno 3 volte prima di entrare ai tavoli (non solo da poker), ma perchè? Di cosa hanno paura? All'interno non ci si può sedere se non al bar ergo dopo 20 minuti si è stanchi, ma il meglio è che le consumazioni si pagano e anche care! Ma non è banale dare un bicchiere di vino gratis ad un giocatore che sta scommettendo centinaia di euro piuttosto che innervosirlo chiedendogli i soldi? Gioca di più un giocatore un pò alticcio o uno innervosito? Misteri dei casinò italiani!
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