Siamo al day3 dell’EPT Snowfest in Austria, i primi due giorni stressanti, sofferti ma anche divertenti.
Non voglio fare una cronaca di una partita di poker ma piuttosto prendere spunti da quello che ho visto, il day1a mi riserva un tavolo molto tosto con quattro giocatori molto forti e molto aggressivi, fortunatamente ho posizione sui due più bravi e pericolosi, un finlandese e un americano entrambi giocatori di high stakes cash online.
Alla mia sinistra un ragazzo belga professionista, molto solido e appena dopo di lui un canadese aggressivo e competente, il resto del tavolo sarà composto da spettatori non in grado di comprendere il livello di gioco e pronti a donare tutto lo stack di chips ad ogni mano in cui avevano la malaugurata idea di partecipare.
Quando si inizia un torneo con 300 volte il grande buio e si decide di giocare solo le mani migliori contro giocatori competenti e aggressivi si rischia di perdere veramente tanto, quando infatti questi chiamano il reraise di un finlandese con AK e il flop e’ A75 magari con due carte dello stesso seme…beh io non vorrei avere AK in quel momento!
Dopo una leggera fase di studio si sono aperte le danze e ad ogni piatto si vedeva quanto meno un raise, un reraise e molto spesso un ulteriore raise che in gergo si chiama 4bet, nella maggior parte dei casi con mani molto marginali.
La follia ha toccato il culmine quando un inglese da UTG (Under the gun ovvero il primo a parlare) fa un raise, il finlandese fa un reraise da UTG+1, l’americano appena dopo fa un ulteriore raise, l’inglese passa ma il finlandese non contento fa una 5bet…l’americano ci pensa e va all-in, il biondo scandinavo passa mostrando 98 e l’americano gira 74! Due pazzi!
Io stesso non mi sono sprecato, tanti raise e reraise ai due e una bella battaglia con il canadese, alla fine chiudo con 82000 chips sopra media.
Il day 2 invece mi riserva un tavolo molto più gestibile, un solo giocatore bravo escludendo Max Pescatori costretto ad un gioco difensivo a causa dello stack molto piccolo, quindi inizio ad approfittarne e accumulo velocemente un po’ di chips giocando il mio solito poker aperto e aggressivo sulle persone giuste.
Non vedo tante carte ma gioco bene post flop e sono anche fortunato eliminando un giocatore con A7 vs QQ, mi tocca anche togliere le ultime chips al Pirata che va all-in con KQ e trova un mio call obbligato con KJ, un J al flop chiude subito la faccenda.
Pesco un bluff e quasi senza accorgermene il mio stack lievita a 360,000, una montagna di chips in quel momento con la media sui 100,000.
Al tavolo arriva un ragazzotto russo, che poi scoprirò aver vinto l’EPT Kiev, il ragazzo non gioca male, anche se un po’ troppo azzardato nei call, le carte lo aiutano moltissimo ed io ci metto del mio, prima costruisco un elaboratissimo bluff che però riceve un sofferto call al river in seguito invece sempre il cicciotto russo ne combina una strana, chiama prima un mio reraise da fuori posizione e poi chiama un mio bet su un flop JT5 con AQ (io avevo KJ) per colpire un fortunoso colore runner-runner!
Da lì in poi e’ un incubo o meglio uno strazio, non vengo più rispettato nei raise e non solo non vedo carte giocabili ma i miei avversari al contrario pescano di tutto, chiudo la giornata a 136,000 con un bel po’ di rimpianti per non aver amministrato bene lo stack.
Ora sono vicinissimo alla zona premi e poi inizia un nuovo torneo.






