La qualita’ di vita e’ migliorata considerevolmente ma probabilmente stiamo reprimendo fortemente degli istinti naturali che la natura sta assopendo ma non ha ancora cancellato del tutto.
Lo sport ha preso, in molti contesti, il posto della guerra: la competizione fa si che ci si possa sfidare e che alla fine ci siano vincitori e vinti ma grazie al cielo non si deve far più il conto dei morti e feriti e non si lasciano più vedove e orfani in giro dopo una partita di tennis o di pallone.
Salvo rare eccezioni pero’ lo sport, dopo una certa eta’, rimane appannaggio di pochi tenaci che non cedono ai vizi del benessere, alla comodita’ del divano, del buon cibo, per la stragrande maggioranza rimane un passatempo prettamente visivo e da qui nascono fenomeni come il tifo violento o in generale l’esaltazione dell’eroe sportivo.
Ma una cosa ha cambiato tutto: il poker!
Quando nel 2004 Greg “Fossilman” Raymer vinse il main event alle WSOP e probabilmente il cronista grido’ tre volte “campione del mondo” non era un magrissimo Tardelli ad esultare o un bel Cannavaro ad alzare la coppa ma un quarantenne di 150kg accompagnato dalla moglie anch’ella bella paciarotta!
Una persona che non solo non poteva più avere velleita’ sportive agonistiche ma che difficilmente poteva fare più di cinque minuti di corsa aveva appena vinto un titolo mondiale!
Quando al tavolo sentiamo urlare i “come on” o in Italia gli attualissimi “vamos” non e’ autocelebrazione ma e’ quello spirito guerriero sopito da tanto tempo che finalmete riemerge e consente a tutti di sognare di vincere.
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