20:02 UTC February 3, 2010 aleao85

Ci sono alcune piccole cose che a volte provocano un fastidio immensamente superiore al reale impatto che hanno nella nostra vista, ahime’ e’ brutto constatare che spesso queste avvengono quando un altro essere umano e’ coinvolto.

Mi sto dirigendo a Roma per il doppiaggio di un programma sul poker, non potendo partire la sera prima opto per la levataccia e per quello che gli americani chiamano "red eye", occhio rosso, ovvero un viaggio (normalmente un volo) che atterra la mattina successiva, da qui gli occhi rossi dello sfortunato viaggiatore; nel mio caso trattasi di un treno che di rosso ha anche il nome (Freccia Rossa ndr) che per qualche strano motivo ferma anche a Piacenza.

Non mi aspetto certamente di vederlo arrivare pieno, in fondo sono le 6 del mattino, il treno infatti arriva praticamente deserto o almeno cosi’ appare la carrozza che mi viene assegnata: la numero nove.

Cerco il mio posto, il 31, in mezzo a tutti i posti vuoti, c’e’ solo un signore gia’ a bordo concentrato nel lavoro, lo trovo e mi accodo; si perche’ il treno e’ abbastanza confortevole, incredibilmente meglio di un aereo, dotato anche di presa per il portatile!

Quando ho ormai preparato il mio setup da viaggio fatto appunto da laptop, giornali e riviste varie ecco che arriva un signore affannato che si guarda intorno e si avvicina a me, mi chiede spaesato:"il 33 e’ questo?" Indicando il posto vicino al mio, io terrorizzato dal pensiero di avere un vicino di viaggio in un treno vuoto rimango immobile, non oso alzare gli occhi per vedere la disposizione dei sedili, ci pensa lui, ridacchiando:"eheh, e’ proprio questo!".

Ci saranno non meno di 80 posti liberi!! Proprio a fianco a me dovevano assegnarlo? In queste situazione chiaramente non ci si sposta, non solo sarebbe estremamente maleducato ma tanto nelle successive stazioni il treno si riempira’ e dovremo comunque tornare al posto di prima.
Quindi l’assurdita’ e’ come un evento quale la vicinanza di uno sconosciuto viene accettata o no dal nostro cervello a seconda delle condizioni esterne, se infatti fosse il 15 di agosto e il treno superaffollato dovesse portarci in vacanza accetteremmo anche di stare in piedi accalcati l’uno addosso all’altro pur di arrivare mentre diventiamo insofferenti anche ad una sola persona quando lo spazio e’ tanto.

Nel tavolo da poker succede lo stesso, quando in un torneo si passa da tavoli da 10 giocatori a 9 quei non più di 5cm di spazio extra sono presi dai giocatori come un momento magico! Riuscire a capire chi al tavolo e’ infastidito dai propri vicini e’ importante, questo naturalmente sara’ più propenso a voler cambiare posto e inconsciamente prendera’ rischi maggiori.